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Osservatorio AGCOM: Internet guida l’informazione, ma aumenta il distacco dei cittadini dalle news
Internet si conferma la principale porta di accesso all’informazione per gli italiani e amplia ulteriormente il divario rispetto alla televisione, mentre cresce una quota significativa di cittadini che sceglie di allontanarsi dalle notizie. È quanto emerge dalla seconda edizione dell’Osservatorio sul sistema dell’informazione pubblicato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Nel primo semestre del 2025 la Rete rappresenta il primo canale informativo per il 55,8% della popolazione, consolidando il sorpasso sulla TV, che scende al 43,2%. Si tratta di un cambiamento strutturale ormai stabilizzato, che riflette la centralità del digitale nella costruzione della dieta informativa degli italiani. La crescita dell’online riguarda tutte le fasce d’età, anche se con intensità diverse: tra i giovani tra i 14 e i 24 anni il 40,7% si informa esclusivamente su Internet, mentre tra gli over 65 resta predominante la televisione, pur in presenza di un aumento nell’uso degli strumenti digitali.
L’accesso alle notizie online avviene principalmente attraverso social network e motori di ricerca, che anticipano spesso gli altri media nella diffusione delle informazioni. Tuttavia, una quota non trascurabile di utenti continua a rivolgersi ai siti e alle app degli editori tradizionali, segnale di una persistenza di modelli informativi ibridi. Nonostante ciò, la disponibilità a pagare per le notizie rimane limitata: solo una minoranza degli italiani sottoscrive abbonamenti ai quotidiani online, mentre prevalgono strategie alternative per accedere gratuitamente ai contenuti.
Alla crescita dei consumi digitali non corrisponde un aumento della fiducia. I mezzi tradizionali – televisione, radio e stampa – continuano a godere di livelli di credibilità significativamente più elevati rispetto alle fonti online. Parallelamente, si registra una flessione complessiva della fiducia nel sistema dell’informazione, con un aumento della quota di cittadini che dichiara diffidenza nei confronti delle notizie.
In questo contesto si inserisce un fenomeno sempre più rilevante: circa un italiano su cinque dichiara di informarsi raramente o di non informarsi affatto. Le ragioni principali non sembrano riconducibili a disinteresse, quanto piuttosto a una forma di saturazione. Le notizie sono percepite come ripetitive, eccessivamente negative o fonte di stress, oltre che troppo numerose. A questi fattori si aggiunge una diffusa sfiducia nei confronti dei giornalisti. Le motivazioni variano a seconda dell’età: i più giovani risentono soprattutto del sovraccarico informativo, mentre gli adulti evidenziano l’impatto emotivo dei contenuti e gli anziani criticano la qualità e la ripetitività dell’offerta.
Il distacco dalle notizie ha anche implicazioni sul piano civico, incidendo sulla partecipazione alla vita pubblica, che risulta particolarmente bassa tra coloro che non si informano.
Sul fronte dell’offerta, la televisione generalista registra una contrazione degli spazi dedicati all’informazione, soprattutto nei programmi di approfondimento, mentre i telegiornali mantengono una sostanziale stabilità. Cambia anche l’agenda dei contenuti, con una crescente attenzione alle notizie internazionali a scapito della politica interna.
Nel complesso, il quadro delineato dall’Autorità evidenzia un sistema informativo in trasformazione, caratterizzato da una forte espansione del digitale, ma anche da criticità legate alla fiducia, alla sostenibilità economica e alla capacità dei media di rispondere alle esigenze informative dei cittadini.
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