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Poc (prestiti obbligazionari convertibili) non standard: Consob mette in guardia gli investitori sui rischi elevati

Con un nuovo Richiamo di attenzione, la Consob invita investitori e organi societari a valutare con estrema cautela i rischi associati ai cosiddetti Poc non standard, i prestiti obbligazionari convertibili emessi a favore di un solo soggetto. Si tratta di operazioni finanziarie che, pur essendo legittime, vengono spesso adottate in situazioni di criticità da parte di società con gravi squilibri patrimoniali o di bilancio, alla ricerca urgente di liquidità.

Secondo l’esperienza maturata dall’Autorità negli ultimi tre anni e mezzo, le conseguenze per gli investitori sono state frequentemente molto negative: in media, si è registrato un deprezzamento dell’80% dei titoli coinvolti, con una diluizione della partecipazione azionaria variabile tra il 60% e l’80%. Inoltre, nella quasi totalità dei casi osservati, l’utilizzo dei Poc non standard non ha evitato il peggioramento della situazione aziendale, che in alcuni casi ha condotto ad avviare procedure concorsuali o di liquidazione.

La Consob sottolinea dunque tre rischi principali per gli investitori: la perdita del capitale investito, il crollo del valore delle azioni emesse e l’effetto diluitivo sulla partecipazione societaria. In parallelo, richiama l’attenzione degli organi di controllo interno sull’importanza di garantire processi decisionali trasparenti e informati, in linea con l’interesse della società e a tutela dell’equità informativa.

Contestualmente al richiamo, la Consob ha pubblicato una nuova Comunicazione che aggiorna quella del maggio 2023, rafforzando gli standard di trasparenza richiesti alle società emittenti. L’obiettivo è rendere più chiara la comunicazione al mercato e offrire agli investitori strumenti adeguati per valutare l’effettiva sostenibilità e utilità di questi strumenti straordinari di raccolta.

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