Chiara Sartoris, abilitata alle funzioni di professore di seconda fascia in Diritto privato, è docente…
Screening sanitari, via libera all’uso dei recapiti telefonici dei pazienti adulti
Le aziende sanitarie potranno utilizzare i recapiti telefonici dei pazienti adulti, raccolti in occasione di precedenti prestazioni sanitarie, per promuovere l’adesione a campagne di screening previste da normative nazionali o regionali. Lo chiarisce il Garante per la protezione dei dati personali, che ha adottato apposite Linee guida a tutela dei pazienti. Secondo l’Autorità, alla luce dei principi del Regolamento europeo e della giurisprudenza dell’Unione, il trattamento dei dati strettamente necessario alla promozione di programmi pubblici di prevenzione può essere considerato compatibile con le originarie finalità di cura, diagnosi e assistenza sanitaria, anche quando l’informativa resa al momento della raccolta non indicasse espressamente tale utilizzo. Ciò a condizione che siano rispettate adeguate garanzie. Per rafforzare la tutela degli interessati, le Linee guida prevedono che le aziende sanitarie aggiornino l’informativa, specificando che i recapiti più recenti raccolti per finalità di cura, previa verifica della loro esattezza, possono essere utilizzati esclusivamente per la promozione di programmi pubblici di prevenzione. È escluso l’impiego per altre finalità, come la ricerca scientifica o attività amministrative. L’uso dei dati dovrà inoltre essere limitato alle sole campagne di screening previste dalla normativa vigente ed escludere i recapiti raccolti nell’ambito di prestazioni soggette a una particolare tutela dell’anonimato, come l’interruzione volontaria di gravidanza, il parto in anonimato, le prestazioni per persone sieropositive o per vittime di violenza. Infine, nei messaggi di invito allo screening dovrà essere chiaramente identificata l’azienda sanitaria come mittente e dovranno essere indicate in modo chiaro le modalità, semplici e immediate, per esercitare il diritto di opposizione all’invio degli sms.
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