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Ursula von der Leyen: “Serve un’età digitale per proteggere i minori sui social media”
In occasione dell’evento internazionale Protecting Children in the Digital Age, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito la necessità di rafforzare le tutele per i minori nell’ambiente digitale e di introdurre regole più severe sull’accesso ai social media.
Von der Leyen ha citato l’esempio dell’Australia, primo Paese ad adottare una legge che stabilisce un’età minima per l’uso delle piattaforme social, definendola una scelta coraggiosa e innovativa. “È compito dei genitori crescere i propri figli, non degli algoritmi” – ha dichiarato – sottolineando come in Europa, negli ultimi quindici anni, i bambini tra i 9 e i 15 anni abbiano più che raddoppiato il tempo trascorso davanti agli schermi.
La Presidente ha ricordato i rischi connessi all’uso precoce dei social: cyberbullismo, esposizione a contenuti che incitano all’autolesionismo, contatti con predatori online e dipendenza da algoritmi progettati per massimizzare i profitti delle grandi piattaforme tecnologiche.
L’Unione europea, ha spiegato, ha già avviato iniziative concrete: è stato sviluppato un prototipo di sistema di verifica dell’età valido a livello europeo, attualmente in fase di test in cinque Stati membri (Francia, Spagna, Grecia, Danimarca e Italia). Inoltre, molti Paesi si stanno orientando verso l’introduzione di una “maggiore età digitale” per accedere ai social media, sul modello delle limitazioni già previste per il consumo di alcol, tabacco o per i contenuti destinati agli adulti.
Von der Leyen ha annunciato la creazione di un panel di esperti che valuterà i prossimi passi da intraprendere a livello europeo, ascoltando non solo specialisti e istituzioni, ma anche genitori, insegnanti e giovani. “La rivoluzione tecnologica ha portato enormi benefici, ma dobbiamo fare in modo che la tecnologia resti al servizio delle persone e non il contrario” – ha concluso.
Approfondimenti:
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