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Via libera UE al prestito-ponte per Acciaierie d’Italia (ex Ilva): 390 milioni per garantire la continuità operativa

La Commissione europea ha autorizzato l’Italia a concedere un prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro ad Acciaierie d’Italia (ex Ilva), principale produttore integrato di acciaio nel Paese, in base alle norme sugli aiuti di Stato. La misura serve a coprire i costi operativi dell’azienda nei prossimi mesi, in attesa del trasferimento dell’attività a un nuovo operatore individuato tramite una gara in corso.

Acciaierie d’Italia, che occupa circa 10 mila lavoratori in otto siti produttivi, è in difficoltà finanziaria ed è sottoposta a procedura di insolvenza dal febbraio 2024. Il polo principale è lo stabilimento di Taranto, che impiega circa 8 mila addetti. Il prestito autorizzato servirà a garantire il pagamento di stipendi e fornitori, evitando un’interruzione improvvisa delle attività.

Nel valutare la misura, la Commissione ha ritenuto che il sostegno sia proporzionato e limitato ai fabbisogni di liquidità per i normali costi operativi. Il prestito avrà una durata massima di sei mesi e sarà concesso a condizioni di mercato. Entro la scadenza, l’Italia dovrà presentare un piano di ristrutturazione, un piano di liquidazione o dimostrare il rimborso dell’aiuto.

Bruxelles ha inoltre considerato l’impatto sociale ed economico di un’eventuale chiusura improvvisa degli impianti, in particolare in Puglia, dove il tasso di disoccupazione è stabilmente superiore alla media UE. Secondo la Commissione, l’intervento non altera in modo indebito la concorrenza nel mercato interno.

La decisione non incide sulle procedure di infrazione in corso per il rispetto delle norme ambientali sul sito di Taranto. Il prestito potrà essere utilizzato solo per coprire i costi operativi. La Commissione prende atto dell’impegno, annunciato dal governo italiano, a legare il futuro dell’impianto a un percorso di decarbonizzazione da parte del nuovo operatore.

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