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Videogiochi, la Commissione UE apre un dialogo con l’industria dopo l’iniziativa “Stop Destroying Videogames”

La Commissione europea avvierà entro la fine del 2026 un confronto con l’industria dei videogiochi e le associazioni dei consumatori per individuare soluzioni condivise sulla gestione della fine del ciclo di vita dei videogiochi online. L’iniziativa arriva in risposta all’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) “Stop Destroying Videogames”, che chiede di impedire che i videogiochi diventino inutilizzabili quando gli editori disattivano i server necessari al loro funzionamento.

Secondo la Commissione, allo stato attuale non è possibile introdurre un obbligo giuridico che imponga agli editori di mantenere i videogiochi utilizzabili dopo la cessazione del supporto commerciale, anche in considerazione delle norme europee sulla proprietà intellettuale e sul diritto d’autore.

L’esecutivo europeo evidenzia tuttavia che la normativa UE sulla tutela dei consumatori già garantisce specifici diritti. I fornitori devono informare preventivamente gli utenti sulla durata del servizio e sulle condizioni di cessazione del contratto, mentre la direttiva sui contenuti e servizi digitali prevede rimedi, compreso il rimborso, qualora il servizio venga interrotto in modo non conforme agli impegni contrattuali o alle legittime aspettative dei consumatori.

Per rispondere alle preoccupazioni espresse dai promotori dell’iniziativa, la Commissione ha annunciato due interventi. Il primo consiste nell’avvio di un dialogo con editori e rappresentanti dei consumatori per definire un codice di condotta sulla gestione della fase di dismissione dei videogiochi. Il secondo riguarda il rafforzamento delle attività di informazione sui diritti dei consumatori e il monitoraggio dell’applicazione della direttiva europea sui contenuti e servizi digitali, la cui valutazione è prevista entro la fine dell’anno.

L’iniziativa “Stop Destroying Videogames” rappresenta la quattordicesima Iniziativa dei cittadini europei a ricevere una risposta formale dalla Commissione dall’introduzione di questo strumento di partecipazione democratica nel 2012. Secondo Bruxelles, un’applicazione più efficace delle norme già esistenti potrebbe incentivare gli operatori del settore a sviluppare videogiochi con cicli di vita più lunghi e a individuare soluzioni che consentano ai giocatori di continuare a utilizzare i titoli anche dopo la fine del supporto commerciale.

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