Il Prof. Avv. Andrea Stazi è professore ordinario di Diritto comparato e Diritto delle nuove…
Intelligenza Artificiale e lavoro, il Prof. Andrea Stazi: “La sfida non è sostituire l’uomo, ma trasformare le competenze”
L’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il rapporto tra tecnologia, lavoro e competenze. La questione non riguarda soltanto la possibilità che alcune attività vengano automatizzate, ma soprattutto il modo in cui cambiano il valore delle professionalità, i percorsi formativi e le capacità richieste dal mercato.
Su questi temi si concentra l’intervista pubblicata da L’Economia del Corriere della Sera al Prof. Andrea Stazi, professore ordinario di Diritto comparato e Diritto delle nuove tecnologie all’Università San Raffaele Roma e direttore del Centre for Law and Ethics of Innovation, Technology and Artificial Intelligence (LEITAI), realizzata nell’ambito delle attività di approfondimento promosse da Techno Polis Forum-Lab.
Secondo il Global AI Jobs Barometer 2026 di PwC, citato nell’intervista, le competenze legate all’Intelligenza Artificiale stanno acquisendo un valore crescente nel mercato del lavoro: il premio salariale per i lavoratori che possiedono competenze in ambito IA è aumentato al 62%, mentre le posizioni che richiedono tali capacità crescono a un ritmo significativamente superiore rispetto al resto del mercato.
I dati evidenziano una trasformazione che non coincide necessariamente con una riduzione della domanda di lavoro, ma con una sua progressiva riorganizzazione. L’IA tende infatti a spostare il valore verso chi è in grado di interagire con gli strumenti algoritmici, integrando competenze tecnologiche con capacità tipicamente umane, come giudizio, pensiero critico e capacità decisionale.
La sfida riguarda in particolare la formazione. Come sottolinea Stazi, affinché l’impatto dell’Intelligenza Artificiale produca sviluppo e non nuove fratture sociali, non è sufficiente una maggiore alfabetizzazione tecnologica: occorre ripensare i modelli educativi, rafforzare l’integrazione dell’IA nella didattica e promuovere una formazione continua capace di accompagnare persone e organizzazioni lungo l’intero percorso professionale.
Il tema assume particolare rilevanza anche per l’Italia, dove il divario tra adozione tecnologica e disponibilità di competenze rappresenta uno degli ostacoli principali alla trasformazione digitale delle imprese. La mancanza di competenze interne emerge infatti come una delle principali difficoltà per le aziende che intendono adottare sistemi di Intelligenza Artificiale.
La trasformazione, dunque, non è soltanto tecnologica, ma anche culturale, educativa e giuridica. Comprendere come gli algoritmi incidano sui diritti, sulle relazioni di lavoro e sui processi decisionali rappresenta una delle sfide centrali per costruire un’innovazione sostenibile.
Attraverso Techno Polis Forum-Lab, il confronto tra istituzioni, imprese, università e mondo della ricerca si inserisce proprio in questo scenario, con l’obiettivo di approfondire le implicazioni dell’innovazione tecnologica e contribuire alla definizione di strategie capaci di valorizzare il capitale umano.
L’intervista al Prof. Andrea Stazi offre così una prospettiva sul futuro del lavoro nell’era dell’IA: non una sostituzione dell’uomo da parte della macchina, ma la necessità di ridefinire competenze, formazione e strumenti di governo della trasformazione digitale.





