skip to Main Content

DMA, l’avvocato generale Biondi propone di respingere il ricorso di TikTok contro la designazione come gatekeeper

L’avvocato generale Andrea Biondi ha proposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di respingere le parti dell’impugnazione presentata da ByteDance, società proprietaria di TikTok, contro la decisione della Commissione europea che nel settembre 2023 ha designato la piattaforma come gatekeeper ai sensi del regolamento sui mercati digitali (Digital Markets Act, DMA).

La controversia riguarda la prima causa relativa al DMA giunta dinanzi alla Corte di giustizia e affronta alcuni aspetti centrali della procedura di designazione dei gatekeeper, con particolare riferimento alle condizioni per l’avvio di un’indagine di mercato e alle garanzie riconosciute alle imprese interessate.

Il regolamento sui mercati digitali mira a rendere i mercati digitali più equi e contendibili, imponendo specifici obblighi alle imprese che svolgono un ruolo di gatekeeper per determinati servizi di piattaforma di base. Il raggiungimento delle soglie quantitative previste dal regolamento fa presumere che un’impresa soddisfi i requisiti per la designazione, ferma restando la possibilità di presentare argomentazioni e prove per contestare tale presunzione.

Nel caso di TikTok, ByteDance aveva sostenuto che, nonostante il raggiungimento delle soglie previste, la piattaforma non avrebbe dovuto essere designata come gatekeeper. La Commissione aveva ritenuto che gli elementi presentati non fossero sufficienti a mettere in discussione le presunzioni applicabili e aveva adottato la decisione senza avviare un’indagine di mercato. Il Tribunale dell’Unione europea aveva successivamente respinto il ricorso della società, che si è quindi rivolta alla Corte di giustizia.

Nelle sue conclusioni, Biondi chiarisce anzitutto i criteri che devono guidare la Commissione nella valutazione delle contestazioni presentate dalle imprese. Secondo l’avvocato generale, quando le argomentazioni addotte mettono manifestamente in discussione la presunzione derivante dal raggiungimento delle soglie quantitative, la Commissione è tenuta ad avviare un’indagine di mercato, salvo che risulti chiaro che l’impresa non soddisfa i requisiti qualitativi necessari per la designazione. Al contrario, quando le obiezioni non sono sufficientemente fondate, l’istituzione può respingerle senza procedere a un’indagine.

La contestazione delle presunzioni, tuttavia, non può basarsi su semplici dubbi. L’impresa deve presentare argomentazioni sufficientemente convincenti da mettere seriamente in discussione gli elementi alla base della designazione, senza essere necessariamente tenuta, in questa fase preliminare, a dimostrare in modo definitivo di non possedere i requisiti per essere considerata gatekeeper. Nel complesso, l’avvocato generale ritiene che il Tribunale abbia applicato il criterio corretto nel valutare l’esame svolto dalla Commissione sulle argomentazioni di ByteDance.

Un altro profilo riguarda il ruolo di TikTok come punto di accesso importante attraverso il quale gli utenti commerciali possono raggiungere gli utenti finali. ByteDance aveva contestato tale qualificazione richiamando, tra gli altri elementi, l’assenza di un ecosistema più ampio, l’utilizzo di più servizi concorrenti da parte degli utenti e le dimensioni della piattaforma rispetto ad altri social network. Secondo Biondi, il Tribunale non è incorso negli errori di diritto denunciati dalla società: il fatto che gli utenti ricorrano anche ad altre piattaforme, infatti, non esclude di per sé che TikTok costituisca un punto di accesso importante.

Le conclusioni affrontano infine il diritto di essere ascoltati nel procedimento amministrativo. ByteDance aveva diritto a presentare le proprie osservazioni contro la designazione e a ottenere che fossero esaminate dalla Commissione in modo accurato e imparziale. L’istituzione, tuttavia, non era tenuta a concedere alla società un’ulteriore possibilità di formulare osservazioni sulla propria valutazione provvisoria prima dell’adozione della decisione.

Su questo punto, Biondi ritiene che il Tribunale abbia erroneamente ravvisato una violazione del diritto di essere ascoltati, pur avendo correttamente respinto la domanda di ByteDance. L’avvocato generale propone quindi alla Corte di respingere le parti dell’impugnazione esaminate nelle sue conclusioni, sostituendo la motivazione del Tribunale relativa al diritto di essere ascoltati con una diversa motivazione.

Le conclusioni dell’avvocato generale non costituiscono una sentenza e non vincolano la Corte di giustizia, alla quale spetta pronunciarsi definitivamente sulla controversia.

 

 

Approfondimenti

Back To Top