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Caso Garlasco, il Garante Privacy sanziona Cairo Editore per immagini non essenziali alla cronaca
Il Garante Privacy per la protezione dei dati personali ha sanzionato Cairo Editore per la pubblicazione, su un settimanale del gruppo, di immagini relative alla scena del delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco. Il provvedimento n. 759 del 23 settembre 2026, adottato in seguito al reclamo presentato dai familiari della vittima, rileva il contrasto della pubblicazione con la normativa sulla protezione dei dati personali, con particolare riferimento al principio di essenzialità dell’informazione e alla tutela della dignità della persona.
Le immagini, pubblicate il 26 marzo 2026, mostravano il corpo della giovane sulle scale dell’abitazione, con il volto oscurato ma con evidenti tracce di sangue, oltre ad alcuni ambienti della casa. Secondo quanto rappresentato dalla famiglia Poggi nel reclamo, la diffusione del materiale aveva provocato un forte turbamento e leso la dignità e la memoria della vittima, oltre a incidere sulla sfera personale dei suoi genitori.
Nel valutare il caso, l’Autorità ha esaminato la rilevanza delle immagini rispetto al contenuto dell’articolo e alle finalità informative del servizio giornalistico. Pur riconoscendo il rilievo pubblico e il persistente interesse mediatico della vicenda giudiziaria, il Garante ha ritenuto che quelle fotografie non fossero necessarie per illustrare i fatti narrati. Le ricostruzioni proposte nell’articolo, infatti, avrebbero potuto essere esposte senza ricorrere a immagini che rendevano visibili dettagli particolarmente crudi della scena del delitto.
L’Autorità ha inoltre osservato che le fotografie non apportavano elementi nuovi rispetto a quanto già ampiamente riportato sulla vicenda e non presentavano una specifica rilevanza sociale, culturale o di denuncia tale da giustificarne la diffusione. La notorietà del caso e l’interesse del pubblico, pertanto, non sono stati ritenuti sufficienti a superare i limiti posti dalla disciplina in materia di protezione dei dati personali.
Il provvedimento richiama le regole deontologiche relative all’attività giornalistica, che impongono di evitare la divulgazione di dettagli di violenza e di immagini suscettibili di ledere la dignità delle persone coinvolte nei fatti di cronaca. Tali garanzie, sottolinea il Garante, non vengono meno con la morte della persona interessata e tutelano anche il rispetto della sua memoria e dei familiari.
La decisione si inserisce nel più ampio bilanciamento tra diritto di cronaca e tutela della persona. La possibilità di riferire fatti di interesse pubblico non esclude, infatti, la necessità di valutare la pertinenza e l’essenzialità dei materiali pubblicati, soprattutto quando la loro diffusione può incidere sulla dignità della vittima e dei suoi congiunti. Nel caso esaminato, il Garante ha ritenuto che la pubblicazione delle immagini eccedesse quanto necessario per informare i lettori.
Con un distinto provvedimento, il n. 758 del 23 settembre 2026, l’Autorità ha inoltre sanzionato un canale YouTube per ragioni analoghe, sempre in relazione alla diffusione di immagini connesse al caso Garlasco.
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