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Lavoro tramite piattaforme digitali, nuove tutele UE per i lavoratori
La direttiva europea sul lavoro mediante piattaforme digitali introduce nuove disposizioni per contrastare la precarietà, rafforzare i diritti dei lavoratori e garantire maggiore trasparenza nell’utilizzo dei sistemi algoritmici. Le norme, che gli Stati membri dovranno recepire entro dicembre 2026, intervengono su due aspetti centrali dell’economia delle piattaforme: la corretta qualificazione del rapporto di lavoro e il controllo sulle decisioni automatizzate che incidono sulle condizioni professionali.
Uno degli elementi principali riguarda la presunzione legale di un rapporto di lavoro subordinato, da applicare secondo le modalità previste dalla normativa nazionale, quando emergano fatti indicativi di direzione e controllo nello svolgimento dell’attività. Tra gli elementi da considerare rientrano la determinazione delle tariffe da parte della piattaforma, il monitoraggio delle prestazioni, l’imposizione di regole di condotta e le limitazioni alla libertà di scegliere gli orari o di rifiutare incarichi. La presunzione mira a facilitare il riconoscimento dello status occupazionale corretto, lasciando alla piattaforma la possibilità di dimostrare, secondo le procedure applicabili, l’assenza di un rapporto di lavoro subordinato.
L’eventuale riclassificazione del rapporto può incidere concretamente sulle tutele riconosciute, tra cui salario minimo, ferie retribuite, malattia e prestazioni di disoccupazione, secondo la disciplina applicabile nel singolo Stato membro.
La direttiva interviene anche sulla gestione algoritmica del lavoro. Le piattaforme dovranno garantire maggiore trasparenza sul funzionamento dei sistemi automatizzati impiegati per assegnare gli incarichi, monitorare le prestazioni e valutare i lavoratori. Sono inoltre previste garanzie rispetto alle decisioni che incidono significativamente sulle condizioni lavorative: tra queste, la possibilità di ottenere una revisione da parte di una persona, ad esempio in caso di sospensione dell’account o di decisioni relative ai pagamenti.
L’obiettivo è limitare l’opacità dei processi decisionali automatizzati e assicurare che le scelte con conseguenze rilevanti per i lavoratori non dipendano esclusivamente da sistemi algoritmici privi di un adeguato controllo umano.
Accanto alle nuove garanzie, la Commissione europea richiama il ruolo della rete EURES, che offre orientamento a chi intende cercare opportunità professionali in altri Paesi europei. I consulenti della rete possono fornire informazioni sui diritti lavorativi e sulla sicurezza sociale nei percorsi professionali transfrontalieri, oltre a supportare la ricerca di nuove opportunità occupazionali.
La direttiva (UE) 2024/2831 si inserisce nel più ampio percorso europeo volto a disciplinare le trasformazioni del mercato del lavoro legate alle tecnologie digitali, con l’intento di coniugare flessibilità organizzativa, correttezza dei rapporti professionali e tutela dei diritti dei lavoratori.
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