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Cinema e fiction europei, rallenta la crescita della presenza femminile: il rapporto dell’Osservatorio europeo dell’audiovisivo
La presenza delle donne nelle principali professioni creative del cinema e della fiction europei è aumentata rispetto al 2015, ma negli ultimi anni il percorso verso la parità ha registrato una sostanziale stabilizzazione. Le professioniste rappresentano il 27% degli operatori attivi nei sei ruoli analizzati nella produzione cinematografica del 2025 e il 31% nella fiction audiovisiva del 2024. È il quadro delineato dal rapporto «Female professionals in European audiovisual fiction and theatrical film production: 2015–2025 figures», curato da Agnes Schneeberger e pubblicato nell’ottobre 2026 dall’Osservatorio europeo dell’audiovisivo del Consiglio d’Europa.
Il volume riunisce per la prima volta le analisi dedicate al cinema destinato alle sale e alla fiction per televisione e servizi a richiesta in abbonamento, precedentemente trattate in pubblicazioni separate. L’indagine considera regia, sceneggiatura, produzione, direzione della fotografia, composizione musicale e montaggio, distinguendo tra presenza delle professioniste, distribuzione degli incarichi e composizione dei gruppi di lavoro. Il periodo osservato arriva al 2025 per il cinema e al 2024 per la fiction audiovisiva.
Rispetto al 2015, la quota femminile tra i professionisti attivi è cresciuta di sei punti percentuali in entrambi i settori. L’avanzamento si è tuttavia attenuato nella parte finale del periodo: nel cinema la presenza delle donne è rimasta al 27% dal 2023 al 2025, mentre nella fiction si è attestata al 31% nel 2023 e nel 2024. Il rapporto segnala quindi una distanza ancora significativa dalla parità, nonostante i progressi maturati nel decennio.
Alla minore presenza numerica si aggiungono differenze nella distribuzione del lavoro. Alle donne è attribuito il 25% degli incarichi cinematografici nel 2025 e il 26% di quelli nella fiction nel 2024, quote inferiori alla loro incidenza tra i professionisti attivi. L’indicatore tiene conto dei crediti professionali, ponderandoli quando più persone ricoprono lo stesso ruolo nella medesima opera. Secondo l’analisi, le professioniste ricevono generalmente meno incarichi e condividono più frequentemente il ruolo con altri colleghi. Il divario riguarda dunque non soltanto l’accesso alle professioni, ma anche la continuità e la distribuzione delle opportunità.
Le differenze sono marcate tra le singole attività. Nel cinema, le donne rappresentano il 32% dei professionisti attivi nella produzione, il 31% nel montaggio, il 30% nella sceneggiatura e il 26% nella regia. La quota scende al 15% nella composizione musicale e al 14% nella direzione della fotografia. Nella fiction audiovisiva la presenza femminile raggiunge il 42% nella produzione e il 40% nella sceneggiatura, mentre si ferma al 12% nella composizione e all’11% nella fotografia.
Anche la composizione dei gruppi di lavoro conferma lo squilibrio. Considerando esclusivamente i sei ruoli esaminati, le opere realizzate da gruppi a maggioranza femminile rappresentano il 12% del campione cinematografico del 2025 e l’11% della fiction del 2024. Il rapporto adotta, per questa classificazione, una soglia di presenza femminile pari almeno al 60%. I gruppi a maggioranza maschile restano nettamente prevalenti in entrambi i settori.
Ulteriori elementi emergono dall’analisi dei percorsi professionali e della direzione delle opere. Nel periodo osservato, la quota di incarichi di regia attribuiti alle donne è sistematicamente più elevata nelle opere prime rispetto ai film successivi. La presenza di una regista è inoltre associata a una maggiore partecipazione femminile in altri ruoli creativi. Nel cinema, ad esempio, le donne ricoprono il 48% degli incarichi di montaggio e il 46% di quelli di produzione nei progetti diretti da donne. Si tratta di un’associazione rilevata nei dati, che non equivale di per sé a una dimostrazione di causalità.
La pubblicazione offre una base informativa per il monitoraggio delle disparità, accompagnandola con precisazioni metodologiche. L’analisi utilizza dati LUMIERE e Media Press Group, integrati con informazioni professionali disponibili su IMDb; la copertura varia secondo i ruoli e i mercati e i dati cinematografici del 2025 sono provvisori. Entro questi limiti, il rapporto documenta come l’aumento della partecipazione femminile non si traduca ancora in una distribuzione equilibrata degli incarichi e delle opportunità di sviluppo professionale.
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