Il Prof. Avv. Andrea Stazi è professore ordinario di Diritto comparato e Diritto delle nuove…
Corte UE: Google può essere ritenuta responsabile dei video YouTube pubblicati da creator partner che promuovono il gioco d’azzardo
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che Google può essere chiamata a rispondere dei contenuti pubblicati su YouTube da un creatore di contenuti legato alla piattaforma da un accordo di partnership commerciale, qualora il ruolo svolto dall’operatore non sia limitato a una funzione puramente tecnica e passiva.
La pronuncia trae origine da un provvedimento adottato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), che nel luglio 2022 aveva irrogato a Google Ireland Ltd una sanzione di 750 mila euro e disposto la rimozione di alcuni video pubblicati su YouTube, ritenuti in violazione della normativa italiana che vieta la promozione del gioco d’azzardo online.
I contenuti erano stati diffusi da un creator aderente al programma di partnership di YouTube, basato sulla condivisione dei ricavi pubblicitari. Prima della conclusione dell’accordo, Google aveva esaminato diversi elementi del canale, tra cui la tipologia dei contenuti pubblicati, i video più visualizzati o più recenti e i relativi metadati.
Nel ricorso proposto contro la decisione dell’AGCOM, Google aveva sostenuto di beneficiare dell’esenzione di responsabilità prevista dalla normativa europea sul commercio elettronico per i prestatori di servizi di hosting, in quanto semplice intermediario dei contenuti caricati dagli utenti.
La Corte ha tuttavia chiarito che, sebbene il settore dei giochi d’azzardo sia escluso dall’armonizzazione prevista dalla disciplina europea sul commercio elettronico, tale esclusione non riguarda l’attività di hosting online in quanto tale. La memorizzazione e la diffusione di contenuti relativi al gioco d’azzardo continuano pertanto a rientrare nell’ambito della disciplina europea applicabile ai servizi digitali.
I giudici hanno inoltre precisato che il regime di limitazione della responsabilità può essere invocato soltanto dagli operatori che svolgono un’attività meramente tecnica, automatica e passiva, senza esercitare conoscenza o controllo sui contenuti ospitati.
Secondo la Corte, l’analisi preventiva del canale effettuata nell’ambito della procedura di selezione per la partnership commerciale potrebbe escludere tale carattere neutrale, poiché consente alla piattaforma di acquisire una conoscenza concreta delle caratteristiche e dei contenuti principali del canale.
Sarà ora il Consiglio di Stato a verificare, nel caso specifico, se Google potesse ragionevolmente essere consapevole che il canale oggetto del procedimento fosse prevalentemente dedicato ai giochi e alle scommesse e che ospitasse video promozionali relativi al gioco d’azzardo online. Tale accertamento sarà determinante per stabilire se la società possa beneficiare dell’esenzione di responsabilità prevista dal diritto dell’Unione.
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