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Data centre, la Commissione UE propone un sistema comune di rating sull’efficienza energetica

 

La Commissione europea ha proposto un sistema comune di classificazione per i data centre dell’Unione, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza sull’utilizzo delle risorse e favorire una maggiore integrazione delle infrastrutture digitali nel sistema energetico europeo.

I data centre rappresentano un’infrastruttura essenziale per lo sviluppo dell’economia digitale, ma la crescita della loro capacità comporta un aumento della domanda di energia e dell’utilizzo di risorse naturali, oltre a incidere sulle emissioni di carbonio. Secondo le stime dell’Agenzia internazionale dell’energia, entro il 2030 i data centre potrebbero arrivare a rappresentare oltre il 3% della domanda complessiva di elettricità nell’Unione europea.

Il nuovo sistema di rating proposto dalla Commissione riguarderà i singoli data centre con una capacità superiore a 500 kW e dovrebbe consentire di rendere comparabili le informazioni relative alle loro prestazioni ambientali ed energetiche. Il sistema prenderà in considerazione, in particolare, l’utilizzo effettivo di risorse quali energia e acqua, nonché il contributo delle infrastrutture al funzionamento della rete elettrica.

Tra gli elementi oggetto di valutazione rientreranno anche il riutilizzo del calore prodotto dai data centre e la capacità di integrare nuova produzione di energia da fonti pulite. Il modello intende inoltre tenere conto della flessibilità delle infrastrutture, ossia della possibilità di modulare i consumi elettrici in funzione delle condizioni della rete.

Secondo la Commissione, data centre progettati per adattare il proprio consumo alle esigenze del sistema energetico possono contribuire alla stabilità della rete, all’integrazione delle fonti rinnovabili e alla riduzione dei costi complessivi del sistema elettrico. Un ulteriore ambito considerato riguarda il recupero del calore prodotto dalle infrastrutture: la Commissione stima che il riutilizzo di circa la metà del calore di scarto complessivamente prodotto dai data centre in Europa potrebbe corrispondere al fabbisogno di riscaldamento di circa quattro milioni di abitazioni.

L’iniziativa si colloca in un contesto di ulteriore espansione delle infrastrutture di calcolo nell’Unione. La Commissione prevede infatti di triplicare la capacità dei data centre europei nei prossimi cinque-sette anni, rendendo necessario un maggiore coordinamento tra sviluppo delle infrastrutture digitali e disponibilità di energia e risorse.

Parallelamente, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica e una call for evidence sull’introduzione di standard minimi di prestazione per i data centre operanti nell’Unione. L’iniziativa è finalizzata a valutare ulteriori requisiti per sostenere l’integrazione delle infrastrutture nel sistema energetico europeo.

La proposta relativa al sistema comune di rating è contenuta in un progetto di regolamento delegato, attualmente sottoposto al periodo di scrutinio di due mesi da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Se il procedimento si concluderà secondo il calendario previsto, le prime etichette di sostenibilità relative ai singoli data centre dovrebbero essere disponibili nel 2027.

 

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