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Digital Batteries Passport, la Commissione aggiorna la guida per preparare l’industria ai nuovi obblighi
La Commissione europea aggiorna le indicazioni operative in vista dell’introduzione del Digital Batteries Passport, uno degli strumenti previsti dal regolamento europeo sulle batterie e sui rifiuti di batterie per rafforzare la tracciabilità e la disponibilità di informazioni lungo la filiera.
Pubblicata il 21 agosto dalla Direzione generale per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, la nuova versione della guida raccoglie in un unico documento i dati rilevanti per la predisposizione del Batteries Passport e mira ad aiutare gli operatori economici a prepararsi all’applicazione dei relativi requisiti.
Il documento prende in considerazione tre categorie di batterie interessate dal passaporto: quelle per veicoli elettrici, quelle per mezzi di trasporto leggeri e quelle industriali. Complessivamente vengono individuati 71 punti informativi, per ciascuno dei quali la guida indica la fonte normativa e specifica se il dato sia obbligatorio, facoltativo, applicabile soltanto in determinate circostanze oppure non debba essere compilato o visualizzato a partire da febbraio 2027.
La scadenza assume particolare rilievo per gli operatori della filiera. Dal 18 febbraio 2027, infatti, ogni batteria per veicoli elettrici, ogni batteria per mezzi di trasporto leggeri e ogni batteria industriale con capacità superiore a 2 kWh immessa sul mercato o messa in servizio nell’Unione europea dovrà essere accompagnata da un Batteries Passport.
L’adempimento coinvolgerà in primo luogo produttori, importatori e altri soggetti responsabili della messa a disposizione delle informazioni, ma la guida può essere utilizzata anche dagli organismi di valutazione della conformità, dalle autorità di vigilanza del mercato e dagli altri soggetti coinvolti nell’attuazione del regolamento.
L’obiettivo è favorire una lettura comune dei requisiti informativi e consentire alle imprese di iniziare a verificare quali dati dovranno essere raccolti, elaborati e resi disponibili. La disponibilità anticipata di questo quadro può inoltre incidere sull’organizzazione dei processi interni, dei sistemi informativi e delle procedure di reporting delle aziende.
La Commissione precisa tuttavia che il documento non introduce nuovi obblighi giuridici e non costituisce un’interpretazione ufficiale o vincolante della normativa. La guida deve essere letta insieme al regolamento (UE) 2023/1542 e agli eventuali atti delegati e di esecuzione pertinenti. Il contenuto potrà inoltre essere ulteriormente aggiornato nel corso dell’attuazione, anche attraverso indicazioni più puntuali sulle unità di misura e sui formati di comunicazione dei dati.
L’aggiornamento rappresenta quindi soprattutto uno strumento di preparazione per il settore. In vista del 18 febbraio 2027, la questione non riguarda soltanto la conformità formale al nuovo obbligo, ma anche la capacità delle imprese di organizzare sistemi e flussi informativi in grado di raccogliere e rendere disponibili dati lungo una filiera caratterizzata da numerosi operatori.
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