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Il Garante privacy richiama i media sulla tutela dei minori nel caso della “famiglia nel bosco”
L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto di seguire con attenzione la vicenda che negli ultimi giorni diversi mezzi di informazione hanno raccontato come quella della cosiddetta “famiglia nel bosco”. L’intervento dell’Autorità si colloca nell’ambito dell’attività di vigilanza che accompagna i casi caratterizzati da una forte esposizione mediatica, soprattutto quando tra le persone coinvolte sono presenti dei minori.
In queste circostanze, il Garante richiama l’attenzione degli operatori dell’informazione su alcuni principi consolidati della normativa e della deontologia giornalistica in materia di protezione dei dati personali. In particolare viene ricordato il criterio di essenzialità dell’informazione, secondo il quale la diffusione di dati personali deve essere limitata a ciò che risulta realmente necessario per la comprensione della notizia e per l’interesse pubblico.
La presenza di minori rende questo equilibrio ancora più delicato. Una copertura mediatica intensa può infatti comportare rischi aggiuntivi per la loro sfera privata, soprattutto quando la pubblicazione di dettagli, anche indiretti, rende possibile risalire alla loro identità. Per questo motivo l’Autorità invita i mezzi di informazione a esercitare particolare cautela nella scelta degli elementi da rendere pubblici.
Il richiamo riguarda anche la salvaguardia della dignità delle persone coinvolte nella vicenda, un principio che accompagna il diritto di cronaca e che assume un peso specifico maggiore nei contesti familiari o personali. L’obiettivo indicato dal Garante è quello di evitare che la circolazione delle notizie, pur legittima, possa trasformarsi in una forma di esposizione non necessaria per i soggetti più vulnerabili.
L’Autorità continuerà quindi a seguire gli sviluppi della situazione, mantenendo alta l’attenzione sugli effetti che la diffusione delle informazioni potrebbe avere sui minori coinvolti.
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