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La Corte Ue conferma l’equo compenso per gli editori: valida la normativa italiana, rafforzato il ruolo di Agcom
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che il sistema italiano sull’equo compenso riconosciuto agli editori per l’utilizzo online dei contenuti giornalistici è compatibile con il diritto europeo. La decisione arriva nell’ambito della causa avviata da Meta contro la normativa nazionale che recepisce l’articolo 15 della Direttiva Copyright e contro il regolamento adottato da Agcom per definire i criteri di remunerazione delle pubblicazioni editoriali diffuse sulle piattaforme digitali.
Secondo i giudici europei, il quadro normativo italiano rispetta il diritto dell’Unione nella misura in cui la remunerazione rappresenta il corrispettivo economico per l’autorizzazione all’utilizzo dei contenuti giornalistici online. La Corte ha inoltre ritenuto legittimi gli obblighi imposti alle piattaforme digitali, chiamate a negoziare con gli editori senza penalizzare la visibilità delle notizie durante le trattative e a condividere le informazioni necessarie per determinare il valore economico dei contenuti utilizzati.
La sentenza riconosce anche la legittimità del ruolo attribuito ad Agcom, che può definire criteri e parametri di riferimento per il calcolo dell’equo compenso, intervenendo nei casi di mancato accordo tra le parti e vigilando sul rispetto degli obblighi informativi previsti per i prestatori di servizi digitali.
Per la Corte, tali misure consentono di mantenere un equilibrio tra libertà economica delle piattaforme e tutela della proprietà intellettuale, contribuendo al tempo stesso alla salvaguardia del pluralismo dell’informazione e della sostenibilità del settore editoriale europeo.
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