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Meta e TikTok nel mirino della Commissione UE: rischio sanzioni fino al 6% del fatturato
La Commissione europea ha rilevato in via preliminare che le piattaforme TikTok e Facebook/Instagram (gestite da Meta Platforms) hanno potenzialmente violato alcune disposizioni della Digital Services Act (DSA) relative agli obblighi di trasparenza. In particolare, secondo la Commissione, TikTok e Meta non avrebbero garantito ai ricercatori un accesso adeguato ai dati pubblici e Meta non avrebbe messo a disposizione meccanismi semplici ed efficaci per la segnalazione di contenuti illegali e per il ricorso in caso di decisioni di moderazione dei contenuti.
La Commissione ha riscontrato che le procedure attuate dalle piattaforme per accedere ai dati pubblici risultano spesso eccessivamente gravose, offrendo dati parziali o inaffidabili che ostacolano la ricerca in ambiti quali la protezione dei minori o la diffusione di contenuti dannosi. Inoltre, per Facebook e Instagram appare carente la modalità di notifica e azione da parte degli utenti: i passaggi richiesti per segnalare contenuti illeciti sembrano frazionati e complicati, e sarebbero impiegati “oggi oscuri” (dark patterns) nell’interfaccia per scoraggiare l’uso del sistema.
Relativamente al diritto degli utenti di contestare decisioni di moderazione, la Commissione segnala che Meta non consente agli utenti di fornire spiegazioni o di allegare prove nei ricorsi, compromettendo così l’efficacia dello strumento previsto dall’articolo 17 della DSA.
Si tratta di constatazioni preliminari nell’ambito di procedimenti formali avviati dalla Commissione nei confronti di Meta e TikTok ai sensi della DSA. Le piattaforme interessate avranno ora l’opportunità di consultare i fascicoli di indagine, rispondere per iscritto e adottare eventuali misure correttive. Qualora la Commissione dovesse confermare le violazioni, potrà emettere una decisione di non conformità e infliggere una sanzione fino al 6% del fatturato mondiale annuo del fornitore, oltre a penalità di mora.
In parallelo, il 29 ottobre entrerà in vigore un atto delegato che garantirà un maggiore accesso ai dati non pubblici delle piattaforme molto grandi e dei motori di ricerca, con l’obiettivo di rafforzare la responsabilità delle piattaforme e di individuare con maggiore efficacia i rischi derivanti dalle loro attività.
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