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Schengen più sicuro, ma con garanzie sulla privacy: il ruolo dell’EDPB nel nuovo Sistema europeo di ingresso/uscita (EES)
Dal 12 ottobre entrerà in funzione il nuovo Sistema europeo di ingresso/uscita (Entry/Exit System – EES), sviluppato dall’Unione europea per rafforzare la sicurezza delle frontiere Schengen e prevenire l’immigrazione irregolare. Si tratta di una delle più ampie infrastrutture digitali mai realizzate in ambito europeo, destinata a registrare elettronicamente i movimenti di ingresso e uscita dei cittadini di Paesi terzi che viaggiano con visto di breve durata o che ne sono esenti.
L’avvio del sistema segna un cambiamento significativo nelle modalità di controllo ai confini esterni: l’EES sostituirà gradualmente la tradizionale apposizione del timbro sul passaporto, rendendo più efficienti le procedure di attraversamento e consentendo una gestione più accurata dei flussi di viaggio. L’introduzione del sistema avverrà in modo graduale, con un periodo transitorio di sei mesi durante il quale gli Stati membri potranno aumentare progressivamente la percentuale di valichi di frontiera dotati del nuovo sistema fino al raggiungimento della piena operatività.
Accanto all’aspetto tecnologico e di sicurezza, l’Unione europea ha posto particolare attenzione alla tutela dei dati personali dei viaggiatori. In questo contesto, il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) assume un ruolo centrale. Attraverso il proprio Comitato di vigilanza coordinata (Coordinated Supervision Committee – CSC), l’EDPB garantirà la supervisione del trattamento dei dati raccolti dal sistema, assicurando che le operazioni avvengano nel pieno rispetto della normativa europea in materia di protezione dei dati e dei diritti fondamentali delle persone.
Il sistema EES comporta infatti la raccolta e il trattamento di dati personali e biometrici, tra cui nome, data e luogo di nascita, immagini facciali e impronte digitali. Per questo motivo il regolamento europeo prevede precise garanzie di trasparenza e controllo: le autorità competenti – come guardie di frontiera, servizi di immigrazione e, in casi specifici, autorità di polizia – dovranno assicurare che ogni persona possa accedere ai propri dati, chiederne la rettifica, la cancellazione o la limitazione del trattamento, quando previsto.
Con l’inclusione dell’EES tra i sistemi vigilati, il Comitato di vigilanza coordinata dell’EDPB rafforzerà la propria attività di supervisione a livello europeo e nazionale, promuovendo un approccio uniforme alla protezione dei dati e una collaborazione costante tra le Autorità nazionali. Ulteriori informazioni sulle modalità di controllo e sulle attività del Comitato saranno pubblicate sui siti web delle Autorità per la protezione dei dati e dell’EDPS, il Garante europeo della protezione dei dati.
Il Comitato europeo per la protezione dei dati, che riunisce tutte le Autorità nazionali e l’EDPS, assicura una vigilanza coordinata sui grandi sistemi informatici dell’Unione europea, come il Sistema d’informazione Schengen (SIS), il Sistema d’informazione sui visti (VIS) ed Eurodac, e in futuro sul Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) e sul Sistema europeo dei casellari giudiziali per cittadini non UE (ECRIS-TCN). Attraverso questa rete di cooperazione, l’EDPB contribuisce a mantenere un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali, consolidando la fiducia dei cittadini europei nella gestione responsabile e trasparente delle tecnologie di controllo dei confini.
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