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Riservatezza, contratti, responsabilità, intelligenze artificiali: principi e regole.

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IL VOLUME

EMILIO TOSI, DIRITTO PRIVATO DELLE NUOVE TECNOLOGIE DIGITALI

Riservatezza, contratti, responsabilità, intelligenze artificiali: principi e regole.

Giuffrè Lefebvre, 2026.

 

Il nuovo Manuale Diritto Privato delle Nuove Tecnologie Digitali dedicato allo studio dei profili giuridici dell’innovazione digitale vuole offrire un contributo alla costruzione di un pensiero critico su tali temi giuridici innovativi.

Il volume è articolato in V parti che scandiscono la sequenza espositiva dei principali temi ivi approfonditi: I – Mercati Digitali: piattaforme, algoritmi e regole; II – Persona: riservatezza, dati personali e identità digitale; III-Contratti: asimmetrie digitali e rimedi; IV – Forme elettroniche; V – Responsabilità civili: governo dell’innovazione e oggettivazione del rischio tecnologico.

La seconda edizione, ampiamente  rinnovata, dell’opera esce in un contesto socio-economico di profonde innovazioni disruptive: si registra la progressiva emersione delle intelligenze artificiali sempre più pervasive, certamente assai rischiose – si pensi ma non solo alle AI agentiche – in termini di responsabilizzazione e responsabilità degli sviluppatori e deployer.

I grandi digital player globali raggiungono posizioni di vertiginosa forza economica, informativa e regolatoria — privata e non pubblica — oltre ogni immaginazione, senza precedenti nella storia.

L’Autore, nella Premessa, osserva che: “Il cantiere legislativo europeo ferve di iniziative regolatorie negli svariati settori afferenti ai mercati digitali. Tuttavia, non si può non segnalare che tale poderoso corpus iuris digitalis europeo si presenti a tratti ridondante e ipertrofico. Per tali ragioni meritevole di consolidamento e sistematizzazione più che di semplificazione forzata e deregulation: il Digital Omnibus costituisce, invero, un’importante occasione di semplificazione ma anche un possibile rischio di arretramento sulla tutela dei diritti fondamentali, per certi aspetti quasi compiacente rispetto alle pressioni dei big tech transatlantici. Il quadro regolatorio europeo merita, dunque, certo un consolidamento delle molteplici fonti che, ripulito dalle ridondanze inutili e dall’overlapping normativo, mantenga, tuttavia, alto il livello delle tutele rafforzate a protezione del soggetto debole nei rapporti asimmetrici, e più in generale della dignità della persona, nel contesto peculiare delle piattaforme digitali, tenendo conto, altresì, delle nuove vulnerabilità digitali catalizzate dalla crescente diffusione delle AI agentiche e non solo. Non si può non partire dalla presa d’atto della centralità dei temi dellaprotezione della persona dalle insidie tecnologiche pervasive, della regolazione deimercati digitali, dell’innovazione contrattuale e delle regole di utilizzo dei datipersonali scevra da pregiudizi dogmatici, senza escludere, anzi, il tema dello sfruttamento economico e della rilevanza patrimoniale propri del capitalismo estrattivo della sorveglianza digitale.

Emergono i tratti distintivi fortemente asimmetrici dei rapporti tra consumatori, piattaforme digitali e titolari del trattamento dei dati personali che richiedono protezione normativa multilivello e convergente tra i settori regolatori contigui della tutela dei consumatori, della tutela dei dati personali, dei servizi digitali e delle AI, per citare i principali referenti normativi italo-europei. Si registrano in tale singolare contesto tecnologico l’emersione dell’asimmetria digitale e di un nuovo paradigma contrattuale conformato e regolato, il contratto digitale, necessario per far fronte a tale vertiginoso squilibrio mai conosciuto prima d’ora nei rapporti negoziali”.

“La regolamentazione giuridica delle nuove tecnologie” – rileva sempre l’Autore – “è per definizione in continua evoluzione al pari dell’oggetto della regolazione.  Lo dimostra l’acceso dibattito in corso sulla regolazione dell’AI, aperto da Amodei di Anthropic, che muove i primi passi a livello internazionale, nel difficile contesto geopolitico che si riverbera su un’ONU mai così debole prima d’ora, cercando di uscire dall’impasse della carenza di un’intesa globale che tale delicato settore richiede in ossequio alla – un tempo – apprezzata tradizione dei trattati internazionali. Anche per tale ragione occorre sostenere come paese il progetto di candidatura internazionale di Milano quale sede dell’istituenda Agenzia ONU per AI Governance globale, ancora in fase embrionale: è un bene che le regole di governance, valide per tutti, siano sufficientemente distanti dai principali luoghi di produzione e sviluppo e ospitate in un paese come l’Italia di raffinata tradizione giuridica e democratica”.

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L’AUTORE

Professore ordinario abilitato di Diritto privato e Diritto privato delle nuove tecnologie digitali & AI presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Direttore scientifico della Collana internazionale di studi giuridici  Diritto delle Nuove Tecnologie, fondata nel 2003, oltre che del Centro studi giuridici privatistici Diritto Nuove Te<nologie DNT®.

Unico giurista civilista tra i tredici esperti nazionali nominati componenti esperti del Comitato per l’aggiornamento della Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale 2026-2028 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E’ Managing Partner di TOSI & PARTNERS HIGG TECH LEGAL®.

Il Prof. Tosi è, inoltre, membro del Comitato di Valutazione Scientifica della Rivista DIMT e membro del Comitato direttivo di IAIC, realtà alle quali continua a offrire il proprio qualificato contributo scientifico e istituzionale contribuendo da anni allo sviluppo delle attività di studio, ricerca e approfondimento sui temi dell’innovazione tecnologica, della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale.

 

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