La convergenza tra neurotecnologie e intelligenza artificiale sta modificando le modalità con cui i dati…
Piazza Affari ai massimi nel primo semestre 2026, ma il mercato continua a restringersi
Capitalizzazione record a 1.209 miliardi di euro e Ftse Mib in crescita del 15%, miglior performance tra le principali Borse europee. Ma sul fronte delle quotazioni il quadro resta debole: nessuna Ipo sull’Euronext Milan e record di delisting netti sull’Euronext Growth Milan.
Il primo semestre del 2026 consegna per i mercati finanziari italiani un quadro caratterizzato da una significativa crescita dei valori di mercato, accompagnata tuttavia da una progressiva riduzione del numero delle società quotate. A fine giugno la capitalizzazione complessiva delle società vigilate dalla Consob ha raggiunto 1.209 miliardi di euro, il livello più elevato mai registrato, con un incremento del 12,3% rispetto alla fine del 2025 e del 27,3% su base annua. Nello stesso periodo, il Ftse Mib ha registrato una crescita del 15%, superando il precedente massimo storico raggiunto nel marzo 2000 e segnando la migliore performance tra le principali Borse europee.
Dietro questi risultati, però, emerge un mercato azionario italiano che continua a restringersi. Il numero complessivo delle società negoziate sui mercati italiani – Euronext Milan, Euronext Growth Milan e Vorvel Equity Auction – è sceso a 416. Sul mercato principale Euronext Milan le società sono passate dalle 198 di fine dicembre alle 195 di giugno, mentre sull’Euronext Growth Milan, il mercato dedicato alle piccole e medie imprese, il numero delle società negoziate è diminuito di otto unità, da 211 a 203.
È soprattutto il mercato delle nuove quotazioni a evidenziare le difficoltà strutturali del sistema. Nei primi sei mesi dell’anno non si è registrata alcuna Ipo sull’Euronext Milan, mentre si è verificato un solo translisting dall’Egm. Il dato si colloca all’interno di una tendenza ormai consolidata: dal 2023 sono state soltanto quattro le Ipo realizzate sul mercato principale, mentre le uscite hanno sistematicamente superato le nuove ammissioni.
Sul fronte dell’Euronext Growth Milan, il primo semestre del 2026 ha inoltre fatto registrare il massimo storico dei delisting netti, vale a dire il saldo tra ammissioni e revoche. Il fenomeno conferma quindi una dinamica di progressiva contrazione del numero delle società presenti sui listini, nonostante la crescita della capitalizzazione complessiva e degli indici.
I dati emergono dal nuovo Bollettino Statistico Mercati e dal rapporto Capital Markets in Italy – Mid-year update 2026 della Consob, che collocano l’evoluzione del mercato italiano all’interno di una trasformazione più ampia dei mercati finanziari internazionali.
Secondo il rapporto, la riduzione dell’attività di quotazione non riguarda infatti soltanto la dimensione nazionale, ma si inserisce in un contesto nel quale una quota crescente della raccolta di capitale e della creazione di valore si realizza prima dell’accesso ai mercati regolamentati. Il fenomeno appare particolarmente evidente nei settori tecnologici e dell’intelligenza artificiale, nei quali le operazioni di venture capital hanno raggiunto negli ultimi due anni dimensioni tali da superare, per raccolta complessiva e valore medio delle operazioni, le principali Ipo della storia.
La performance dei mercati azionari nel primo semestre è stata, più in generale, positiva nonostante un quadro internazionale caratterizzato da elevata incertezza. Alla fine di giugno i principali mercati hanno raggiunto nuovi massimi storici, in un contesto contraddistinto anche da una crescente concentrazione.
In questo scenario, il Ftse Mib ha beneficiato soprattutto del forte recupero registrato nel secondo trimestre, pari al 16,6%, dopo una flessione dell’1,4% nel primo trimestre. Con una crescita complessiva del 15% dall’inizio dell’anno, l’indice italiano ha superato le performance dei principali listini europei: l’Ibex 35 spagnolo ha registrato un incremento del 12,5%, il Cac 40 francese del 3,1% e il Dax 30 tedesco del 2,1%.
La crescita dei valori di mercato è stata accompagnata anche da un aumento dell’attività di negoziazione. Nei primi sei mesi del 2026 il controvalore degli scambi azionari sulle società vigilate ha raggiunto circa 519 miliardi di euro, con un incremento del 18,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Restano elevati anche i volumi relativi ai titoli di Stato italiani, che hanno raggiunto 5.905 miliardi di euro, seppure con una lieve contrazione, pari all’1,5%, rispetto al primo semestre dell’anno precedente.
Particolarmente marcata è stata invece la crescita degli scambi di Etf (Exchange-Traded Fund), Etc (Exchange-Traded Commodity) ed Etn (Exchange-Traded Note). Il controvalore delle negoziazioni ha superato i 119 miliardi di euro, oltre il 60% in più rispetto ai primi sei mesi del 2025.
I dati restituiscono così un mercato italiano caratterizzato da una dinamica apparentemente duplice: da un lato, la capitalizzazione, gli indici e gli scambi mostrano una crescita significativa; dall’altro, il numero delle società presenti sui listini continua a diminuire e l’accesso al mercato azionario attraverso le Ipo rimane estremamente contenuto. Una distanza tra crescita dei valori e capacità di attrarre nuove società che rappresenta uno degli elementi più rilevanti nel quadro delineato dalla Consob per la prima metà del 2026.
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