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Decennio Digitale 2030: la Commissione UE segnala progressi, ma avverte sulle sfide per sovranità tecnologica e competenze

La Commissione europea ha pubblicato la Relazione sullo stato del Decennio Digitale 2026, il monitoraggio annuale che valuta i progressi dell’Unione verso gli obiettivi della strategia Digital Decade 2030. Il rapporto evidenzia risultati incoraggianti nella diffusione delle infrastrutture digitali e nell’adozione delle tecnologie da parte di cittadini e imprese, ma richiama l’attenzione sulle persistenti carenze in settori strategici come semiconduttori, capacità di calcolo, cybersicurezza e competenze ICT.

Secondo il documento, il 96,8% delle famiglie europee è oggi raggiunto dalla copertura 5G di base, oltre il 60% dei cittadini possiede competenze digitali almeno essenziali e quasi un’impresa su cinque utilizza sistemi di intelligenza artificiale, con una crescita del 48% rispetto all’anno precedente. Aumenta inoltre la diffusione del cloud computing e dell’analisi dei dati nelle imprese.

Restano però significativi ritardi rispetto agli obiettivi fissati per il 2030. L’Europa rappresenta ancora soltanto il 9% del mercato mondiale dei semiconduttori, ben al di sotto del target del 20%, mentre permane una forte dipendenza da fornitori extraeuropei nel settore della cybersicurezza. Anche il numero di specialisti ICT rimane insufficiente: nel 2025 rappresentavano appena il 5% dell’occupazione complessiva, la metà dell’obiettivo europeo.

La Commissione sottolinea inoltre le difficoltà incontrate dalle piccole e medie imprese nell’adozione delle tecnologie digitali avanzate, a causa della carenza di competenze, risorse e capacità di integrazione.

Accanto al rapporto è stato pubblicato anche un nuovo Eurobarometro, secondo cui il 79% degli europei considera la politica digitale una priorità dell’Unione. La maggioranza dei cittadini sostiene investimenti nelle infrastrutture tecnologiche europee, una minore dipendenza da fornitori di Paesi terzi e regole rigorose per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Crescono anche le preoccupazioni per disinformazione, deepfake, tutela dei minori online e protezione dei dati personali.

Nel documento la Commissione invita gli Stati membri ad aggiornare le rispettive strategie nazionali, rafforzando investimenti e coordinamento europeo per evitare rallentamenti dopo il 2026, anno in cui termineranno molte delle attuali fonti di finanziamento.ù

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