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Google modifica la richiesta di consenso al collegamento dei servizi: l’azione dell’Antitrust rende la scelta degli utenti libera e informata
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha concluso il procedimento PS12714, avviato a luglio 2024. L’indagine riguardava le modalità con cui Google chiedeva agli utenti il consenso al collegamento tra i propri servizi. L’AGCM ha coinvolto Alphabet Inc. e Google Ireland Limited. Le aziende dovevano rispondere della correttezza delle informazioni fornite agli utenti e delle modalità per ottenere il consenso all’uso combinato dei dati personali.
Secondo l’AGCM, la richiesta di consenso introdotta da Google in applicazione dell’articolo 5(2) del Digital Markets Act risultava potenzialmente ingannevole. L’interfaccia poteva condizionare le scelte degli utenti. Non spiegava chiaramente che il consenso riguardava la condivisione e la combinazione dei dati personali tra più servizi. Inoltre, non indicava esplicitamente quali servizi fossero coinvolti oltre ai core platform services. L’opzione per personalizzare il consenso era meno visibile rispetto alle scelte principali. Alcune formulazioni facevano credere che il diniego influisse più di quanto avvenisse realmente sulle funzionalità dei servizi. Infine, Google Search rimaneva bloccato fino a quando l’utente non effettuava una scelta, con poche possibilità di rimando.
Durante il confronto con l’Autorità, Google ha presentato una serie di impegni. L’AGCM li ha accolti e resi obbligatori. La nuova interfaccia chiarirà fin dall’inizio che il collegamento tra i servizi implica la condivisione dei dati personali. Google sostituirà il termine generico “dati” con “dati personali” quando necessario. Gli utenti potranno consultare l’elenco completo dei servizi coinvolti, inclusi quelli non classificati come core platform services. Il collegamento sarà diretto e facile da usare. Google migliorerà anche la visibilità delle opzioni che permettono di modulare il consenso. Sarà chiaro che si può limitare la condivisione solo ad alcuni servizi, senza compromettere le funzionalità generali. Infine, l’azienda invierà un messaggio individuale a tutti gli utenti italiani che avevano già espresso una preferenza. Il messaggio riepilogherà la scelta e illustrerà le nuove informazioni disponibili.
Queste modifiche rendono la richiesta di consenso più trasparente e comprensibile. L’intervento dell’AGCM aumenta la libertà di scelta e rende gli utenti più consapevoli. La riforma tiene conto anche del dialogo tra l’Antitrust italiano e la Commissione europea. In questo modo, si rafforza la tutela dei consumatori in un contesto in cui l’interoperabilità e l’uso incrociato dei dati diventano sempre più centrali nel quadro regolatorio europeo.
di Valeria Montani
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