Il provvedimento si colloca all’interno dell’“omnibus digitale sull’IA”, proposto dalla Commissione nel novembre 2025, e introduce un calendario più definito per l’entrata in vigore delle norme sui sistemi di IA ad alto rischio. In particolare, per i sistemi impiegati in settori sensibili come biometria, infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, migrazione e controllo delle frontiere, l’applicazione delle regole è prevista a partire dal 2 dicembre 2027. Per i sistemi integrati in prodotti regolati da normative settoriali, come giocattoli o ascensori, l’avvio è fissato al 2 agosto 2028.
Un elemento centrale dell’accordo riguarda il rafforzamento delle misure di protezione dei cittadini contro usi dannosi dell’intelligenza artificiale. Il testo vieta infatti i sistemi di IA che generano contenuti sessualmente espliciti o intimi non consensuali, includendo esplicitamente le cosiddette app di “nudificazione”. Si tratta di applicazioni che utilizzano tecniche di manipolazione algoritmica delle immagini per simulare nudità a partire da fotografie reali, spesso senza il consenso delle persone coinvolte.
L’intervento normativo si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso gli abusi dei sistemi generativi, in particolare per quanto riguarda la creazione e la diffusione di contenuti sintetici a carattere sessuale. Il divieto mira a rafforzare la tutela della dignità personale e a prevenire forme di violazione della privacy e della reputazione difficilmente reversibili una volta che i contenuti sono stati diffusi online.
Sul piano economico e regolatorio, l’accordo introduce anche misure di semplificazione per le imprese. Sono previste regole più chiare, una governance rafforzata e l’estensione di alcuni benefici alle piccole imprese a media capitalizzazione. Viene inoltre chiarita la relazione tra l’AI Act e altre normative europee in materia di sicurezza dei prodotti, con l’obiettivo di evitare sovrapposizioni regolatorie e duplicazioni di obblighi.
Un ruolo centrale sarà svolto dall’Ufficio europeo per l’IA, cui vengono attribuiti poteri di supervisione rafforzati su determinati sistemi, inclusi i modelli di uso generale e quelli integrati in grandi piattaforme digitali e motori di ricerca. Parallelamente, vengono previsti spazi di sperimentazione normativa (regulatory sandbox) per consentire lo sviluppo e il test di soluzioni innovative in condizioni controllate.
Secondo la Commissione, l’accordo rappresenta un equilibrio tra semplificazione normativa e mantenimento delle garanzie fondamentali. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il quadro regolatorio europeo più “agile”, riducendo i costi di conformità per le imprese senza indebolire il livello di protezione dei cittadini.
La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen ha sintetizzato questa impostazione sottolineando come le nuove regole intendano rendere più semplice innovare e, al contempo, garantire sicurezza e tutela dei diritti, in linea con la strategia europea di governance dell’intelligenza artificiale.