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La Commissione europea avvia un’indagine antitrust su Align Technology per presunte pratiche di “tying” tra scanner intraorali e allineatori Invisalign

La Commissione europea ha avviato un’indagine formale in materia antitrust per valutare se la società Align Technology, produttore americano di scanner digitali 3D e allineatori trasparenti Invisalign, abbia violato le regole di concorrenza dell’Unione europea nel mercato dello Spazio economico europeo (SEE), attraverso pratiche di collegamento commerciale (“tying”) tra i propri scanner intraorali e gli allineatori dentali trasparenti commercializzati con il marchio Invisalign.

L’indagine trae origine da un reclamo presentato da un concorrente ed è la prima iniziativa formale nel settore dei dispositivi medici nell’ambito del diritto europeo della concorrenza.

Align Technology, società con sede negli Stati Uniti, opera a livello globale nel settore dei dispositivi medici attraverso due principali linee di prodotto: da un lato gli allineatori trasparenti Invisalign, dispositivi personalizzati e rimovibili in materiale plastico destinati al trattamento delle malocclusioni dentali; dall’altro gli scanner intraorali iTero, utilizzati dai professionisti odontoiatrici per la realizzazione di scansioni digitali tridimensionali di denti e mascelle.

Secondo la Commissione, gli scanner intraorali costituiscono un punto di accesso digitale essenziale per il mercato degli allineatori, in quanto le scansioni ottenute sono impiegate sia per trattamenti ortodontici sia per interventi restaurativi e rappresentano lo strumento operativo per l’ordine degli allineatori stessi.

Le preoccupazioni dell’esecutivo europeo riguardano il possibile sfruttamento della posizione di mercato di Invisalign per condizionare i professionisti del settore odontoiatrico all’acquisto dello scanner iTero, limitando così la concorrenza nel mercato degli scanner intraorali.

L’indagine si concentra su due pratiche principali: il rifiuto, dal 2017, di approvare scanner concorrenti di ultima generazione per la trasmissione automatizzata delle scansioni necessarie agli ordini Invisalign e il rifiuto di accettare scansioni generate da dispositivi diversi da iTero, anche quando conformi a standard industriali.

Secondo la Commissione, tali condotte potrebbero determinare la creazione di un ecosistema chiuso attorno al marchio Invisalign, con effetti potenzialmente escludenti nei confronti dei produttori concorrenti di scanner e con possibile rafforzamento della posizione dominante dell’impresa nel mercato degli allineatori trasparenti.

Qualora le ipotesi venissero confermate, le pratiche oggetto dell’indagine potrebbero configurare una violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 54 dell’Accordo SEE, che vietano l’abuso di posizione dominante idoneo a restringere la concorrenza nel mercato interno.

La Commissione europea proseguirà ora l’istruttoria con carattere prioritario. L’avvio del procedimento non pregiudica l’esito dell’indagine.

Nel contesto istituzionale, viene richiamato che non esiste un termine legale predeterminato per la conclusione delle indagini antitrust, la cui durata dipende dalla complessità del caso, dal livello di cooperazione delle imprese coinvolte e dall’esercizio dei diritti di difesa.

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