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La Commissione UE avvia un’indagine su possibili pratiche anticoncorrenziali di Red Bull nel mercato delle bevande energetiche
La Commissione europea ha aperto un procedimento formale per verificare se Red Bull abbia posto in essere comportamenti contrari alle norme dell’UE in materia di concorrenza, sfruttando una posizione dominante nel settore delle bevande energetiche.
Secondo le informazioni raccolte dalla Commissione, l’azienda potrebbe aver adottato una strategia, operante nell’intero Spazio economico europeo, volta a ostacolare la vendita di bevande energetiche in formati superiori ai 250 ml nel canale “off-trade”, come supermercati e punti vendita presso stazioni di servizio. Tale strategia avrebbe inciso in particolare sui prodotti del concorrente più vicino di Red Bull.
L’indagine si concentra su due possibili condotte: l’offerta di incentivi economici e non economici ai rivenditori affinché riducessero la visibilità o eliminassero dagli scaffali prodotti concorrenti di volume maggiore, e l’uso improprio del ruolo di “category manager” presso alcuni rivenditori, con la conseguente possibilità di influire sull’assortimento e sulla promozione delle bevande energetiche di altri produttori. È la prima volta che la Commissione apre un’indagine formale su un potenziale abuso legato alla gestione di categoria.
L’avvio del procedimento non implica valutazioni definitive. La Commissione esaminerà il caso con priorità, senza una scadenza prestabilita per la conclusione.
Red Bull, con sede in Austria, è attiva a livello globale tramite diverse società nell’EEA. Tra il 2023 e il 2025 la Commissione ha condotto ispezioni presso gli uffici dell’azienda e nelle proprie sedi, nell’ambito delle verifiche preliminari. Le contestazioni sollevate da Red Bull contro tali ispezioni sono state respinte dal Tribunale dell’UE nell’ottobre 2025.
L’indagine si basa sulle norme che vietano l’abuso di posizione dominante, previste dall’articolo 102 TFUE e dall’articolo 54 dell’Accordo SEE.
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