In occasione dell' evento l’Europa e i dati – scenari multidisciplinari nell’era digitale: dialogo tra…
Pollicino: “Col Digital Omnibus l’Europa può smarrire sé stessa”
Quello della Commissione europea, con la proposta Digital Omnibus, un progetto ambizioso, ma fragile: governare la tecnologia non significa soltanto renderla efficiente, ma mantenerla riconoscibile senza perdere il focus sulla protezione dei diritti fondamentali che è stato finora il faro dell’acquis digitale. Vediamo perché
professore ordinario di diritto costituzionale, Università Bocconi e founder Oreste Pollicino Advisory e socio fondatore di IAIC
assegnatista di ricerca Bocconi
Con la proposta di Regolamento sulla semplificazione della normativa sul digitale, presentata dalla Commissione europea il 19 novembre 2025, l’Unione intende ridefinire in profondità la propria sovranità digitale. A partire dal famoso report commissionato a Mario Draghi e fatto circolare lo scorso anno, la Commissione ha iniziato a riscrivere il proprio rapporto con il rischio, con i dati e, in definitiva, con i diritti fondamentali, rilanciando un nuovo approccio alla competitività.
La proposta di Digital Omnibus rende questa transizione evidente, e lo fa con una franchezza che sorprende persino gli osservatori più attenti. Nell’Explanatory Memorandum della proposta, la Commissione parla, difatti, di una semplificazione by design destinata a “ottimizzare l’applicazione del digital rulebook”. Dietro questa formula sembrerebbe, dunque, muoversi una logica diversa da quella che ha ispirato a suo tempo il GDPR: non l’affermazione di nuovi diritti, ma la costruzione di un’infrastruttura capace di intervenire in modo rapido e uniforme, volendo fare della semplificazione un paradigma di governo.





