Chiara Sartoris, abilitata alle funzioni di professore di seconda fascia in Diritto privato, è docente…
Referendum costituzionale: al via la par condicio per la campagna elettorale
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2026 del Decreto del Presidente della Repubblica che indice il referendum popolare confermativo sulla legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, entra ufficialmente nel vivo la campagna referendaria. I cittadini saranno chiamati alle urne nelle giornate del 22 e 23 marzo 2026.
Dalla data di pubblicazione del decreto trovano applicazione le disposizioni previste dalla legge n. 28 del 22 febbraio 2000, che disciplina la parità di accesso ai mezzi di informazione e la comunicazione politica, anche nelle more dell’adozione dei regolamenti attuativi da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e della Commissione parlamentare di vigilanza.
Il quadro normativo in vigore è finalizzato a garantire il rispetto dei principi di pluralismo, imparzialità, indipendenza, obiettività e completezza dell’informazione, sia nel sistema radiotelevisivo sia nella stampa quotidiana e periodica. In questa fase, le emittenti radiofoniche e televisive possono affrontare i temi referendari esclusivamente all’interno dei telegiornali e dei programmi di approfondimento riconducibili a una testata editoriale, nel rispetto di criteri di equilibrio e correttezza.
La normativa prevede inoltre che conduttori e registi si astengano da qualsiasi forma di influenza sull’elettorato, evitando anche indicazioni di voto indirette. Il tempo dedicato al referendum deve essere ripartito in modo paritario tra le posizioni favorevoli e quelle contrarie al quesito sottoposto agli elettori.
I successivi regolamenti definiranno in modo puntuale le modalità di partecipazione dei soggetti politici e dei comitati referendari agli spazi di comunicazione politica, disciplinando tribune, dibattiti, tavole rotonde e messaggi elettorali, con l’obiettivo di assicurare un confronto trasparente e bilanciato in vista dell’appuntamento elettorale di marzo.
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