Il Prof. Avv. Andrea Stazi è professore ordinario di Diritto comparato e Diritto delle nuove…
Telemarketing: il Garante privacy sanziona TIM per 9,5 milioni di euro
Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato TIM con una multa di 9,516 milioni di euro per violazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali e telemarketing. Il provvedimento conclude un’istruttoria avviata a seguito di migliaia di reclami relativi a chiamate promozionali indesiderate effettuate per conto dell’operatore.
Secondo quanto accertato dall’Autorità, il procedimento ha preso le mosse da circa 7.000 segnalazioni e reclami presentati nel 2025, riguardanti telefonate promozionali provenienti da numerazioni non registrate al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) o alterate mediante tecniche di spoofing, spesso dirette anche a utenti iscritti al Registro pubblico delle opposizioni.
L’istruttoria ha ricostruito un sistema attraverso il quale alcuni call center abusivi avrebbero raccolto illecitamente i dati personali degli utenti, inducendoli a ritenere di essere in contatto con operatori autorizzati. In un secondo momento, gli interessati ricevevano un messaggio contenente un collegamento a una pagina web riconducibile a un partner della rete commerciale dell’operatore, dove veniva compilata una richiesta di ricontatto (lead) che consentiva di avviare un successivo contatto telefonico tramite numerazioni ufficiali e di procedere alla conclusione del contratto.
Il Garante ha ritenuto che tale meccanismo fosse idoneo a conferire un’apparenza di regolarità a un processo originato da attività promozionali svolte in violazione della disciplina sul telemarketing.
L’Autorità ha inoltre contestato l’insufficienza dei controlli esercitati sulla rete dei partner commerciali, ribadendo che l’adesione a un codice di condotta non esonera il titolare del trattamento dall’obbligo di vigilare sull’operato dei soggetti che trattano dati personali per suo conto e di verificare il rispetto delle misure di protezione dei dati lungo l’intera filiera.
Ulteriori violazioni hanno riguardato l’esercizio dei diritti degli interessati. Il Garante ha infatti accertato ritardi o omissioni nel riscontro alle richieste di accesso, cancellazione e opposizione al trattamento dei dati, nonché procedure di disiscrizione ritenute eccessivamente complesse o, in alcuni casi, non pienamente funzionanti.
Oltre al pagamento della sanzione, il provvedimento impone alla società l’adozione di specifiche misure correttive. In particolare, dovranno essere rafforzati i controlli sulla rete di vendita e sulle modalità di generazione delle lead, nonché adeguate le procedure predisposte per consentire agli utenti di esercitare efficacemente i diritti riconosciuti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).
Approfondimenti:





