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UE: indagine su Shein per prodotti illegali, design “che crea dipendenza” e algoritmi poco trasparenti

La Commissione europea ha avviato un procedimento formale nei confronti di Shein ai sensi della legge sui servizi digitali (DSA). L’indagine riguarda tre profili principali: la vendita di prodotti illegali sulla piattaforma (inclusi contenuti che potrebbero configurare materiale pedopornografico, come bambole sessuali a forma di bambino), il design del servizio che favorirebbe comportamenti di uso compulsivo e la scarsa trasparenza dei sistemi di raccomandazione.

Nel dettaglio, Bruxelles verificherà se i sistemi di Shein siano adeguati a prevenire la diffusione e la vendita di prodotti illegali nell’UE, se le funzionalità di “gamification” (punti, premi e meccanismi di ingaggio) creino rischi per il benessere degli utenti e se la piattaforma rispetti gli obblighi di trasparenza sugli algoritmi di raccomandazione, inclusa la disponibilità di almeno un’opzione non basata sulla profilazione.

All’indagine parteciperà anche Coimisiún na Meán, in qualità di coordinatore dei servizi digitali per l’Irlanda, Paese di stabilimento di Shein nell’UE. L’apertura del procedimento non pregiudica l’esito finale: la Commissione potrà raccogliere ulteriori prove, adottare misure provvisorie, arrivare a una decisione di non conformità o accettare eventuali impegni correttivi dell’azienda.

Il caso nasce da analisi preliminari delle valutazioni dei rischi fornite da Shein, dalle risposte alle richieste di informazioni inviate tra il 2024 e il 2025 e da segnalazioni di terzi. L’azione nell’ambito del DSA è complementare alle iniziative in corso sul fronte della tutela dei consumatori e della sicurezza dei prodotti.

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