di Alberto M. Gambino Un acceso dibattito ha suscitato la mia tesi sulla potenziale…
Via libera di Bruxelles al piano italiano da 1,5 miliardi per le tecnologie pulite
La Commissione europea ha approvato un regime italiano di aiuti di Stato da 1,5 miliardi di euro destinato a sostenere investimenti strategici nella capacità produttiva delle tecnologie pulite, in linea con gli obiettivi del patto per l’industria pulita e con il percorso dell’Unione verso un’economia a zero emissioni nette. La misura, che sarà cofinanziata dal Fondo per la ripresa e la resilienza, è stata autorizzata sulla base della nuova disciplina sugli aiuti di Stato adottata dalla Commissione nel giugno 2025.
Il regime notificato dall’Italia mira a incentivare la produzione di tecnologie a zero emissioni nette e dei loro principali componenti, come individuati dalla normativa europea di riferimento. Gli aiuti potranno assumere la forma di sovvenzioni, prestiti agevolati o una combinazione delle due modalità e saranno accessibili alle imprese operanti su tutto il territorio nazionale. Le misure potranno essere concesse fino al 31 dicembre 2030, offrendo così un orizzonte temporale stabile per la pianificazione degli investimenti industriali.
Nel valutare la misura, la Commissione ha concluso che il regime soddisfa le condizioni previste dalla disciplina sugli aiuti di Stato nell’ambito del patto per l’industria pulita. In particolare, Bruxelles ha ritenuto che gli aiuti siano idonei a incentivare effettivamente nuovi investimenti produttivi nel settore delle tecnologie pulite, contribuendo in modo concreto alla transizione verde e al rafforzamento della base industriale europea. Secondo la Commissione, il regime è necessario per accelerare lo sviluppo di attività economiche strategiche, adeguato rispetto agli obiettivi perseguiti e proporzionato nell’entità del sostegno pubblico previsto.
L’approvazione si inserisce nel più ampio quadro della nuova disciplina sugli aiuti di Stato per l’industria pulita, che consente agli Stati membri di sostenere settori chiave per la decarbonizzazione, la produzione di energia rinnovabile, la riduzione delle emissioni industriali e lo sviluppo di tecnologie essenziali per l’autonomia strategica dell’Unione. In questo contesto, il regime italiano rappresenta uno degli strumenti attraverso cui l’UE intende conciliare politica industriale, transizione ecologica e tutela della concorrenza nel mercato unico.
Approfondimenti:





