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Intelligenza artificiale e rispetto della privacy, la convivenza è possibile: ecco come

Il documento Proposte per una Strategia italiana per l’intelligenza artificiale, elaborato dal gruppo di esperti nominato dal Mise e pubblicato all’inizio di luglio 2020 rappresenta una risposta finalmente all’altezza della richieste della Commissione europea.

Tutto il documento merita attenzione e condivisione. Le raccomandazioni finali al governo sono 82 proposte che spaziano da aspetti generali e di strategia alla comunicazione, agli impegni di spesa, all’implementazione e alla ricerca. Mi soffermerò soltanto su quest’ultimo aspetto: la ricerca in relazione ai problemi associati alla privacy dei dati dei soggetti coinvolti.

La domanda fondamentale è questa: possono convivere le tecniche e gli algoritmi della AI e il rispetto assoluto della riservatezza (privacy) dei dati delle persone?

 

La prima considerazione da fare è di soddisfazione e di apprezzamento per l’ampio orizzonte delle analisi e delle indicazioni proposte, anche se, come sottolineato nel documento, non hanno tenuto conto dell’impatto della pandemia da Covid-19. Da sottolineare anche la sua sostanziale tempestività in relazione alle indicazioni emanate recentemente (2018) dalla Unione Europea (UE) attraverso il ‘piano coordinato’ in tema di Intelligenza artificiale (AI), che richiedeva a ciascun Stato membro di definire una strategia nazionale in tema di AI.

Il documento è strutturato in tre parti. La prima parte è dedicata all’analisi del mercato della AI, della strategia europea in corso di definizione e della visione italiana. La seconda parte descrive gli elementi fondamentali della strategia italiana antropocentrica e orientata allo sviluppo sostenibile. La terza parte illustra la governanceproposta per l’AI italiana e le raccomandazioni per l’implementazione, il monitoraggio e la comunicazione per la strategia nazionale.

 

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