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Web society, nuovi servizi di comunicazione e tutela dei diritti. Intervista a Michele Petrucci (Co.Re.Com. Lazio)

“Il tema della regolazione efficace è particolarmente rilevante in occasione di fenomeni di discontinuità tecnologica che, come Internet, determinano cambiamenti socio-economici altrettanto rilevanti. Naturalmente, applicato ai nuovi servizi di comunicazione e alla web society, il dibattito tra chi propone regole più stringenti e chi – in nome del pluralismo, della libertà di pensiero e di impresa – sostiene una maggiore flessibilità, assume una valenza ancora maggiore per i risvolti non socio-economici ma anche culturali”. Lo ha spiegato a Diritto Mercato Tecnologia Michele Petrucci, il cui incarico di Presidente del Co.Re.Com. Lazio – uno dei maggiori organismi regionali di garanzia nel settore delle comunicazioni elettroniche – è terminato di recente.

“La possibilità di ricevere e diffondere contenuti e servizi personalizzati con qualunque tipo di terminale, fisso o mobile, oltre a rendere possibile una nuova dimensione delle relazioni sociali, prelude a prospettive di “cittadinanza digitale”, in cui il principale fattore abilitante è lo scambio di dati e informazioni”, continua Petrucci.

“Una prospettiva dunque di grandi opportunità ma con gravi rischi, anche per l’affermarsi degli algoritmi che regolano la diffusione e la moltiplicazione dei contenuti sulle piattaforme e sui social network. Tutti dobbiamo essere consapevoli degli effetti che i contenuti che produciamo e/o diffondiamo. Pur consapevole che ogni regola in più – sopratutto in settori che costituiscono il pilastro principe di una società libera e democratica – può avere un effetto contrario alle intenzioni, ritengo che una regolamentazione efficace sia il modo migliore per garantire le libertà. Lo conferma d’altra parte il bilancio di questo primo anno di operatività del Regolamento UE sulla protezione dei dati. Ecco perché, a mio giudizio, l’adozione di norme chiare, univoche e omogenee che regolino e tutelino chi opera sul web a qualsiasi titolo, la democratizzazione dell’accesso, i principi di concorrenza leale e non discriminazione costituisca la principale emergenza della web society”.

Qual è in tale contesto la funzione dei Co.Re.Com?
Anche se tecnicamente non rientrano nella categoria delle “authorithies”, i Comitati Regionali per le Comunicazioni (Co.Re.Com.) sono organismi indipendenti “terzi” che, per conto del Consiglio regionale e dell’Autorità nazionale per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), sovraintendono al sistema delle comunicazioni elettroniche e dei media, nell’ambito regionale di riferimento. Qualche esempio: in ambito radiotelevisivo i Co.Re.Com. vigilano sulle Tv locali (obblighi di programmazione, rispetto del pluralismo informativo; tutela dei minori); curano il Registro degli Operatori di Comunicazione. In ambito comunicazioni elettroniche definiscono le controversie tra operatori e utenti di telefonia,web e pay-tv.

Pur non avendo dunque funzione regolatorie, i Co.Re.Com. svolgono un ruolo cruciale di supporto all’Agcom, della quale costituiscono un braccio operativo nell’attività di monitoraggio e vigilanza. Un forte presidio sul territorio della filiera istituzionale-amministrativa che assicura, attraverso un reale decentramento, l’efficacia a livello locale delle funzioni di governo del sistema locale delle comunicazioni.

Qual è il bilancio del Comitato che, da lei presieduto, ha appena concluso il mandato?
Premesso che si può sempre fare meglio, lo considero positivo: attraverso coinvolgimento, partecipazione, accountability e trasparenza nei rapporti con gli stakeholders, sono stati conseguiti risultati in linea con gli obiettivi. Grazie a un Comitato coeso con un appropriato mix di competenze e con esperienze complementari nelle materie di pertinenza, sono stati tutelati i diritti sia delle “controparti” nelle controversie con gli operatori che dei “fruitori” della informazione dei media regionali. Cinque anni in cui la missione istituzionale è stata perseguita, in continuità istituzionale con il precedente Comitato presieduto da Francesco Soro. Una esperienza arricchente in anni in cui il settore delle comunicazioni elettroniche e dei media hanno conosciuto una continua e profonda trasformazione che hanno spinto il Comitato a seguire, nella convinzione che dovessero informare l’azione socialmente responsabile di un organismo istituzionale, i seguenti principali indirizzi: la tutela dei diritti, la responsabilizzazione nell’uso consapevole delle tecnologie e il sostegno ai comparti di riferimento. L’unico rammarico è forse non essere stati sempre capaci di far capire a tutti i nostri interlocutori l’importanza dell’azione del Co.Re.Com per la tutela dei diritti delle persone.

Quali sono le principali prospettive per i Co.Re.Com.?
Nei prossimi anni la crescita tumultuosa, fatta di continue e profonde trasformazioni che hanno mutato radicalmente il settore delle comunicazioni, accrescerà le occasioni di conflitto e contenzioso: la difesa e la tutela delle libertà e dei diritti fondamentali, attraverso regole semplici e, ove possibile, universali, costituirà pertanto uno dei principali fattori di sviluppo della società e dell’economia dell’informazione. Un ruolo primario in tale prospettiva lo svolgeranno i legislatori e regolatori, in primis dunque l’Agcom. E’ cruciale però anche il ruolo che svolgeranno i Co.re.Com, sia come braccio dell’Agcom per le nuove attività derivanti dal rinnovo della convenzione bilaterale, che come strumento delle amministrazioni locali.

Oltre a regole più efficaci, cresce infatti anche a livello locale la necessità di prevedere e assicurare, anche in una prospettiva di responsabilità sociale, ancora maggiore vigilanza da parte dei soggetti istituzionali che sono chiamati a svolgere, in una logica di prossimità e semplificazione, un ruolo di garanzia e di terzietà. Inoltre, allo scopo di accrescere in un contesto sempre più digitale e web based le garanzie e le tutele nei servizi di pubblica utilità e di protezione dei dati personali, ritengo che si avenuto il momento di estendere la collaborazione dei Co.Re.Com. anche ad altre Autority, in particolare all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente e all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Nonché, qualora dovesse essere costituita, alla Autorità per il digitale.

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