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Rapporto Clusit, il 2017 l’anno dei malware. In Italia danni per 10 miliardi

(via Key4bizdi Piero Boccellato La dodicesima edizione del Rapporto Clusit sulla sicurezza ICT presentata oggi a Milano evidenzia un trend inarrestabile di crescita degli attacchi informatici e dei danni compiuti dal cybercrime.

Il rapporto – eseguito grazie ai contributi Fastweb, Akamai e IDC Italia – evidenzia che sono stati 1.127 gli attacchi “gravi” registrati ed analizzati nel 2017 da Clusit a livello mondiale, ovvero con impatto significativo per le vittime in termini di perdite economiche, di danni alla reputazione, di diffusione di dati sensibili. Di questi, il 21% è stato classificato dagli esperti Clusit di impatto “critico”. 

La situazione italiana

Sulla base delle cifre in gioco a livello globale, gli esperti Clusit stimano che l’Italia nel 2016 abbia subito danni derivanti da attività di cyber crimine per quasi 10 miliardi di euro: si tratta di un valore dieci volte superiore a quello degli attuali investimenti in sicurezza informatica, che arrivano oggi a sfiorare il miliardo di euro.

Gli investimenti in sicurezza informatica nel nostro Paese sono ancora largamente insufficienti e ciò rischia di erodere i benefici attesi dal processo di digitalizzazione della nostra società”, afferma Andrea Zapparoli Manzoni, membro del Comitato Direttivo Clusit, “ad oggi, alla vigilia delle elezioni, riscontriamo che il dibattito politico in Italia sta dando risposte inadeguate al tema della sicurezza cyber, fondamentale per lo sviluppo e il benessere dei suoi cittadini, nonché per la credibilità e la competitività del nostro Paese sul piano internazionale”.

Inoltre il membro del Comitato Direttivo Clusit sintetizza in tre punti chiave i dati analizzati nel Rapporto Clusit 2018: “il 2017 è stato l’anno del trionfo del Malware, degli attacchi industrializzati realizzati su scala planetaria contro bersagli multipli e della definitiva discesa in campo degli Stati come attori di minaccia”. La situazione che emerge dalla nostra analisi è molto preoccupante” – prosegue Zapparoli Manzoni – “perché questo scenario prefigura concretamente l’eventualità di attacchi con impatti sistemici molto gravi”.

 

La situazione mondiale

In particolare, il Rapporto Clusit 2018 evidenzia il Cybercrime (la cui finalità ultima è sottrarre informazioni, denaro, o entrambi), quale prima causa di attacchi gravi a livello mondiale (76% degli attacchi complessivi, in crescita del 14% rispetto al 2016); sono in netto aumento rispetto allo scorso anno gli attacchi sferrati con finalità di Information Warfare (la guerra delle informazioni, che segna +24%) e il Cyber Espionage (lo spionaggio con finalità geopolitiche o di tipo industriale, a cui va tra l’altro ricondotto il furto di proprietà intellettuale, che cresce del 46%).

Importanti le cifre in gioco: secondo gli esperti Clusit dal 2011 al 2017 i costi generati globalmente dalle sole attività del Cybercrime sono quintuplicati, arrivando a toccare quota 500 miliardi di dollari nel 2017. Lo scorso anno, truffe, estorsioni, furti di denaro e dati personali hanno colpito quasi un miliardo di persone nel mondo, causando ai soli privati cittadini una perdita stimata in 180 miliardi di dollari. Sono esclusi da questa quantificazione i danni causati dalle attività di Cyber Espionage e le conseguenze sistemiche generate dalle crescenti attività di Information Warfare, i cui impatti sono difficilmente calcolabili, ma sicuramente crescenti.

Sono cresciuti significativamente nel 2017 rispetto all’anno precedente anche gli attacchi nel settore Research / Education (+29%), Software / Hardware Vendors (+21%), Banking & Finance (+11%) e Healthcare (+10%).

 

Le tecniche d’attacco

E’ il malware prodotto industrialmente e a costi sempre decrescenti il principale vettore di attacco nel 2017, in crescita del 95% rispetto al 2016 (quando già si era registrato un incremento del 116% rispetto all’anno precedente). A questo dato va sommata la crescita della categoria “Multiple Threats / APT” (+6%), che include attacchi più articolati e sofisticati, (quasi sempre basati anche sull’utilizzo di malware). Seguono, a testimonianza della logica sempre più “industriale” degli attaccanti, gli attacchi sferrati con tecniche di Phishing / Social Engineering su larga scala (+34%).

Alla luce dei dati analizzati dal Clusit, nel 2017 gli attacchi gravi sono stati compiuti nella maggioranza dei casi (68%) con tecniche banali, come SQLi, DDoS, Vulnerabilità note, Phishing, malware “semplice”: questo trend è in crescita di 12 punti percentuali rispetto al 2016. Significa, secondo gli esperti Clusit, che gli attaccanti realizzano attacchi di successo contro le loro vittime con relativa semplicità, a costi sempre minori. In decisa crescita anche l’utilizzo di malware specifico per attacchi alle piattaforme mobile, che rappresenta ormai quasi il 20% del malware totale. 

Il GDPR

Filo rosso dell’anno in corso per quanto riguarda le tematiche della sicurezza cyber, al nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati personali sono dedicati quattro capitoli all’interno del Rapporto Clusit 2018. La compliance, evidenziano gli esperti, richiede necessariamente un approccio multidisciplinare in tema di sicurezza delle informazioni, uno dei princìpi a cui il trattamento dei dati personali deve attenersi. In particolare, nel Rapporto Clusit 2018 si parlerà della normativa “ai blocchi di partenza” e delle implicazioni che il GDPR avrà sulle aziende italiane, illustrate da survey esclusiva degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. Sarà inoltre presentata una ricerca internazionale sulla privacy dei dati trattati a fini di marketing nei paesi dell’UE e un contributo specifico sulle segnalazioni dei Data Breach nel contesto della nuova normativa.

 

I “FOCUS ON” del Rapporto Clusit 2018

Come le precedenti edizioni, il Rapporto Clusit 2018 dedica nei cosiddetti “Focus On” approfondimenti a singoli settori e a problematiche particolarmente attuali in tema di sicurezza cyber, a firma di esperti autorevoli. Quest’anno sono in evidenza la Sicurezza Marittima, l’Industria 4.0, il Cloud, la Mail Security, il Business Risk, le attività di Profiling, la diffusione delle criptovalute e la Blockchain, il Ransomware, la Gestione dei Fornitori.

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