DIMT.IT - geoblocking

  • Geo-blocking, cloud computing and collaborative economy: Eu Commission launches two consultations

    "We want to hear from citizens, manufacturers, retailers, especially SMEs, right holders, data and cloud service providers and users, as well as all those involved in the collaborative economy". Are the reasons why the European Commission is launching a public debate with two new consultations: one on geo-blocking and the other one on platforms and online intermediaries. "The consultation on geo-blocking and other forms of geographically-based restrictions - explains the Commission - will gather opinions on unjustified commercial barriers which prevent from buying and selling products and services within the Eu. It covers, for example, customers who are charged different prices or offered a different range of goods depending on where they live, but it does not cover copyright-protected content and content licensing practices". The consultation will help Bruxelles prepare legislative proposals in the first half of 2016 to end unjustified geo-blocking, which could include targeted change to the e-Commerce rules and to the framework set out by Article 20 of the Services Directive and will contribute to the roll-out of the Internal Market Strategy.
    Eurobarometer on “Cross-border access to online content"
    The second consultation "will look at the economic role of online platforms, which include, for example, search engines, social media, video sharing website, app stores, etc. It will also explore the liability of intermediaries as regards illegal content hosted online and how to improve the free flow of data in the EU and to build a European Cloud. It will look as well into the possibilities and potential issues raised by the rise of the collaborative economy". Views expressed and information gathered will help the Commission "assess the need for, or prepare initiatives as part of the Digital Single Market Strategy, the Internal Market Strategy for Goods and Services and its European Cloud initiative".

    "These consultations - said Elżbieta Bieńkowska, Commissioner for the Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs - will provide important evidence for our reflections on how to upgrade our single market to make the most of the digital economy and foster innovation and new business models such as the collaborative economy and put an end to unjustified discrimination of consumers in the internal market".

    Both consultations will run until late December 2015 (for a 12 weeks period starting on the date on when consultations texts are published in all official languages).

    The Commission is also seeking views in DSM-related public consultations on the Audiovisual Media Services Directive, the Cable-Satellite Directive, an evaluation and review of EU telecoms rules, the needs for Internet speed and quality beyond 2020 and ICT standards.

    25 September 2015
  • Netflix: giro di vite contro i proxy che aggirano il geoblocking

    Reed HastingsNeflix avrà anche conquistato il mondo, ma deve ancora ancora rispettare i confini degli Stati nazionali. Almeno per quanto attiene le licenze di distribuzione. Mentre il Ceo Reed Hastings annunciava al CES di Las Vegas l'espansione che ha portato alla "nascita del primo global Tv network", infatti, non erano per nulla sopite le polemiche intorno a proxy, Vpn e applicazioni, su tutte Smartflix, che permettono di accedere a contenuti non disponibili nel Paese dal quale ci si connette, aprendo a chi effettua il login sulla piattaforma l'intero catalogo globale del gigante del video on demand. Una realtà che, ora, è destinata a subire un blocco. O, meglio, un geoblocco. Almeno stando a quanto dichiara David Fullagar, vice-presidente della content delivery architecture di Netflix, in un post sul blog ufficiale della compagnia: "Abbiamo ancora molta strada da fare per offrire gli stessi film e le stesse serie a tutti gli utenti del mondo. Ci aspettiamo di raggiungere questo obiettivo in futuro, ma per il momento continueremo a rispettare e far rispettare le licenze dei contenuti in base alla posizione geografica". "Questo significa - prosegue Fullagar - che nelle prossime settimane gli utenti che usano proxies e unblockers potranno accedere al servizio esclusivamente nel Paese in cui sui trovano, senza che questo abbia un impatto sugli utenti che non fanno uso di proxies". 15 gennaio 2016
  • Parlamento Europeo: "Eliminare il geoblocking, sostenere eCommerce e innovazione digitale"

    Il Parlamento Europeo, in una risoluzione approvata martedì, chiede "la fine del geoblocking dell'accesso online dei consumatori ai servizi fatto sulla base dei loro indirizzi IP, indirizzi postali e del Paese che ha rilasciato la carta di credito", che "l'Europa sappia cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, quali i Big Data, il cloud computing, l'Internet delle cose o la stampa 3D", e che l'Ue "si doti di una politica favorevole all'innovazione per le piattaforme online". Le raccomandazioni degli eurodeputati per sostenere il mercato unico digitale sono state approvate con 551 voti favorevoli, 88 contrari e 39 astensioni. "I deputati - si legge in una nota di Strasburgo - insistono che le 16 iniziative sul digital single market, annunciate dalla Commissione europea lo scorso maggio per sostenere l'economia digitale e l'innovazione, devono essere discusse senza ritardo". I deputati richiedono così alla Commissione proposte per "porre termine alle pratiche di geoblocking non giustificate, in modo da migliorare l'accesso ai beni e servizi". In questo senso, la proposta sulla portabilità transfrontaliera del contenuto online dei servizi viene accolta "come primo passo verso questa direzione". Il Parlamento chiede poi di "assicurare una protezione equivalente a prescindere se il contenuto digitale è acquistato online o offline, trovare soluzioni innovative per la consegna transfrontaliera dei pacchi per migliorare i servizi e limitare i costi, rimuovere le barriere per le piccole e medie imprese, start-up e scale-up e cogliere le opportunità che si basano sulle nuove tecnologie TIC, una politica d'innovazione verso piattaforme online (ad esempio i motori di ricerca, gli app stores) che faciliti l'ingresso nel mercato dovrebbe essere mantenuta, e rivedere la direttiva sull'ePrivacy per assicurare la coerenza delle sue disposizioni con la nuova normativa UE sulla protezione dei dati". Sharing economy - Il Parlamento si dice "preoccupato circa i differenti approcci nazionali intrapresi sino a oggi dagli Stati membri per regolare internet e la sharing economy, che offre nuovi modelli d'impresa per vendere beni e servizi online (come Uber, eBay e Airbnb). I deputati chiedono alla Commissione di valutare la necessità di proteggere i consumatori nella sharing economy e, quando un chiarimento è richiesto, di assicurare l'adeguatezza delle norme che riguardano i consumatori nella sfera digitale". "Abbiamo assicurato che questa risoluzione sulla digitalizzazione dell'economia, della società e delle pubbliche amministrazioni dell'UE preveda interventi legislativi e non legislativi per creare benefici ai consumatori e preservare le economie sociali di mercato competitive dell'Europa", ha affermato la correlatrice per la commissione mercato interno, Evelyne Gebhardt (S&D, DE). "L'Europa ha già mancato due ondate d'innovazione. La prima sui social network e poi quella sulla sharing economy. Se non vogliamo perdere la prossima, dobbiamo rivolgerci all'internet delle cose, ai big data e alla comunicazione machine to machine. Questi possono trasformare radicalmente la nostra economia e la nostra legislazione ha bisogno di adeguarsi" ha aggiunto la correlatrice per la commissione industria Kaja Kallas (ALDE, ET). Prossime tappe - Le proposte contenute nella risoluzione contribuiranno alla preparazione delle 16 iniziative che la Commissione presenterà entro la fine del 2016, come anticipato nella sua comunicazione “A Digital Single Market Strategy for Europe”. Il Parlamento sarà il colegislatore con il Consiglio dei Ministri UE sulle proposte legislative per sostenere il mercato unico digitale. 20 gennaio 2016
  • Video e musica online, Eurobarometro: "Importante l'accesso transfrontaliero per chi sottoscrive abbonamenti"

    Per un europeo su tre che intende sottoscrivere un abbonamento per fruire di film, musica, libri o giochi online è rilevante la possibilità di poter accedere ai contenuti anche all'estero, una dinamica tanto più importante quanto più giovane è l'età degli utenti. È questa una delle principali indicazione che si ricava dal sondaggio Eurobarometro"Cross-border access to online content". Poter sfruttare il proprio abbonamento anche quando si viaggia in un altro Stato dell'Unione appare centrale per il 58% dei rispondenti nella fascia d'età 15-24 anni e per il 46% nella fascia 25-39. L'8% degli utenti europei che ha già un abbonamento di questo tipo ha provato ad effettuare l'accesso cross borders,percentuale che sale al 17% tra i giovani, ma il 56% di loro ha riscontrato problemi. "Questi dati - chiosa la Commissione europea in una nota - dimostrano che la potenziale domanda di contenuti legali al di fuori del proprio Paese d'origine è destinata a crescere in parallelo allo sviluppo del mercato. Un dato ancor più importante per quanto attiene i video, area nella quale le sottoscrizioni di abbonamenti sono cresciute del 147,5% nel solo 2013". Quella dei blocchi all'accesso transfrontaliero all'interno del Vecchio continente è una delle questioni sulle quali la Commissione è maggiormente impegnata nell'ambito del percorso che porterà al Digital Single Market; centrale, in questo senso, sarà la riforma del copyright "alla luce della rivoluzione digitale", passaggio che Bruxelles assicura "avverrà nei prossimi mesi". Tra le altre indicazioni fornite dal sondaggio anche un aggiornamento sull'utilizzo generale di Internet nei vari Paesi dell'Ue. Cross-border access to online content 2
    Satellite e cavo: al via la consultazione pubblica sulla revisione della direttiva UE
    28 agosto 2015