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La stretta sul credito strozza l’industria creativa, l’allarme della Commissione Europea

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Ogni anno si perdono centinaia di milioni di euro con un gap che nei prossimi sette anni potrebbe arrivare a 13,4 miliardi. E Bruxelles istituisce il fondo di garanzia nell’ambito di “Europa Creativa”, in un settore in cui l’Italia guida la classifica del numero di imprese attive Le imprese europee del settore creativo e culturale soffrono la stretta del credito operata dalle banche del Vecchio continente con i loro business che restano frustrati dalle porte chiuse trovate nel momento della ricerca di finanziamenti. A lanciare l’allarme è la Commissione Europea nello studio “Access to finance for cultural and creative sector“; in esso da un lato “vengono smentiti i luoghi comuni sulla presunta mancanza di redditività del settore”, e dall’altro si analizza il contesto entro il quale l’organismo continentale ha intenzione di introdurre il fondo di garanzia previsto all’interno del programma “Europa Creativa“. La mancanza di corrispondenza tra domanda e offerta nel mercato del credito, rileva lo studio, è alla base della mancata immissione nel sistema di centinaia di milioni di euro, con un gap che nei prossimi 7 anni potrebbe toccare l’apice di 13,4 miliardi di euro, con una inevitabile ripercussione sull’interno sistema dato che il settore contribuisce al 4,4% del PIL dell’Unione. Nonostante la redditività di questo tipo di imprenditoria spesso presenta livelli sensibilmente superiori alla media delle imprese continentali, la natura immateriale del business rende particolarmente ardua la ricerca di fondi, con molti istituti di credito che non hanno sufficiente esperienza nella valutazione della solvibilità delle imprese che hanno, ad esempio, nel loro core business i diritti di proprietà intellettuale. La dinamica non può che preoccupare il nostro Paese; dai dati forniti dalla Commissione emerge infatti come l’Italia sia la nazione col più alto numero di imprese attive nel “Cultural and Creative sector”, e che insieme a Francia, Germania e Regno Unito rappresenta il 43% dei soggetti presenti in Europa. industriacreativadefinizioni A uno scenario pericolo Bruxelles punta a porre rimedio tramite il fondo di garanzia al quale si accennava poco sopra. Si tratta di un progetto che sarà operativo nel 2016 e che prevede la condivisione del rischio dei prestiti operati dalle banche verso le Pmi continentali tramite la dotazione di 120 milioni di euro che dovrebbero contribuire a sbloccare finanziamenti per 750 milioni. “Un altro dato che emerge dalla nostra ricerca – chiosa la Commissione – è l’importanza della condivisione delle conoscenze , se vogliamo sfruttare appieno il potenziale di questi settori dinamici e in rapido sviluppo. Ciò comporterà sia iniziative di capacity building per i professionisti creativi e finanziari, sia la promozione di una più stretta interazione tra banche, finanziatori pubblici e privati, fornitori di micocredito, business angels e venture capitalist”. Importante sarà anche la formazione degli stessi imprenditori alla gestione finanziaria dei soggetti da loro creati; lo studio rileva che le PMI spesso non hanno competenze di business e di gestione. In un sondaggio condotto all’interno dello studio, il 60% degli intervistati ha riferito di non aver messo a punto nessun business plan, il 26% ha riferito di non aver cercato finanziamenti esterni negli ultimi tre anni, mentre il 39% ha dichiarato di considerarlo come troppo complicato.

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