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IPTV illegali: la nuova frontiera della pirateria in Italia che coinvolge sport, eventi live e contenuti audiovisivi

 

FAPAV Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali ha promosso questa mattina a Roma la seconda edizione di #TuteliAmo, nella prestigiosa location della Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia, dove si è tenuto un importante incontro, il primo in assoluto organizzato in Italia, sul tema delle IPTV pirata, fenomeno in ascesa, che colpisce l’industria televisiva e i produttori di contenuti.

 

L’IPTV (Internet Protocol Television) è un sistema che permette ad un utente di fruire di contenuti televisivi in digitale (live e on demand) per mezzo di una connessione ad Internet a banda larga o ultralarga.

 

I servizi illegali che vengono messi in vendita online consentono agli utilizzatori, a fronte dell’acquisto di un unico abbonamento, di accedere a tutti i canali delle televisioni pubbliche e private, inclusi i contenuti on demand. Infatti, tramite un canone mensile, che nella maggior parte dei casi varia tra i 10 e i 15 euro, è possibile accedere a tutto il palinsesto delle principali piattaforme multimediali e audiovisive, che è costituito da film, serie TV, documentari, ed eventi sportivi nazionali ed internazionali.

 

Gli eventi sportivi rappresentano un contenuto che sta diventando sempre più determinante per chi opera nell’illegalità digitale dei contenuti, infatti, secondo una ricerca Ipsos commissionata da FAPAV, sono 4,6 milioni gli italiani, oltre i 15 anni, che fruiscono illegalmente di eventi sportivi live, con una stima di circa 21 milioni di atti di pirateria compiuti ogni anno e legati ad eventi e programmi di carattere sportivo. Il calcio attira l’attenzione di 3 pirati su 4, seguito dalla Formula1, dalla Moto GP e dal Tennis. Più staccati Basket e Sci. Per quanto riguarda la diffusione delle IPTV illegali, queste sono state utilizzate dal 35% di chi guarda film, serie e programmi televisivi pirata in streaming (ovvero quasi un quarto del totale dei pirati in Italia). Invece, per quanto riguarda la pirateria di eventi sportivi, il 23% del totale dei pirati di sport live (ovvero circa un milione di utenti) utilizza questa modalità per accedere ai contenuti.

 

Come funziona l’IPTV? Attraverso questo sistema vengono offerte due tipologie principali di contenuti:

 

  • in presa diretta, cioè distribuiti live contemporaneamente a tutti gli utenti collegati;
  • on demand, cioè contenuti preregistrati e resi disponibili a ciascun utente che ne faccia richiesta.

 

Solitamente dietro la vendita degli abbonamenti illegali si celano vere e proprie organizzazioni criminali costituite da più persone che suddividono tra di loro gli onerosi costi legati all’affitto di server dislocati in diversi punti per garantire la fluidità del segnale decriptato e distribuito illecitamente.

 

Per poter disporre dei segnali da decriptare è necessario, inoltre, da parte di chi offre queste tipologie di servizi illeciti, acquistare un certo numero di abbonamenti legali costituendo delle vere e proprie “centrali”. Tali segnali, infatti, saranno poi decriptati e convogliati in appositi flussi che potranno essere letti dai dispositivi client in dotazione ai fruitori degli abbonamenti medesimi.

 

“Il tema dibattuto oggi – ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale FAPAV – e i dati Ipsos presentati mostrano come la galassia delle IPTV Illegali si stia radicando nel nostro Paese, diventando di fatto una nuova forma di pirateria legata non solo ai contenuti audiovisivi ma anche ad eventi sportivi e live. La nostra Federazione, comprendendo la gravità del problema, ha voluto riunire per la prima volta tutti i principali attori che operano nell’ambito della produzione, distribuzione e tutela di contenuti audiovisivi, per capire come fronteggiare, in modo inclusivo ed efficace, un comportamento che non solo danneggia le industrie e l’economia del nostro Paese, ma va ad alimentare il mercato illecito e le organizzazioni criminali che lo gestiscono”.

 

L’evento odierno, ha costituito anche l’occasione per mettere a punto una strategia comune di contrasto del fenomeno delle IPTV illegali: “Siamo convinti – prosegue Federico Bagnoli Rossi – che serva rafforzare gli strumenti di enforcement e continuare a promuovere al contempo una cultura della legalità, soprattutto nell’ampio e diversificato mondo del web e della fruizione di offerte di contenuti digitali, mediante campagne informative che educhino al rispetto della creatività e della cultura, asset distintivi del nostro Made in Italy”.

 

 

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