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Ubi Social, Ibi Ius. Fondamenti costituzionali dei social network e profili giuridici della responsabilità dei provider

 
Autori e curatori
 
 
 
 
Livello
 
 
Dati
pp. 248,      1a edizione  2018   (Codice editore 11590.2)
 
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I social network costituiscono un oggetto di studio assai complesso: attraverso lo studio di queste forme di comunicazione – e in particolare attraverso il loro inquadramento costituzionale e l’approfondimento del regime di responsabilità previsto per gli intermediari digitali – in questo libro si cerca di capire se e in che modo le norme giuridiche esistenti, o quelle auspicabili in prospettiva de jure condendo, possano offrire soluzioni valide per ovviare ai principali problemi che l’enorme diffusione dei social network pone. Il rischio è che l’efficacia di nuovi interventi normativi venga vanificata dalla rapidità con cui le innovazioni tecnologiche riconfigurano la fisionomia dei fenomeni oggetto di regolamentazione.
 
 Presentazione del volume 

 
social network costituiscono un oggetto di studio assai complesso, sia perché la loro stessa definizione assume contorni sfuggenti, sia perché i diversi attori in campo giocano ruoli che tendono a mescolarsi e a sovrapporsi, rendendo rapidamente obsolete le categorie previste nel diritto positivo. Attraverso lo studio di queste forme di comunicazione – e in particolare attraverso il loro inquadramento costituzionale e l’approfondimento del regime di responsabilità previsto per gli intermediari digitali – in questo libro si cerca di capire se e in che modo le norme giuridiche esistenti, o quelle auspicabili in prospettiva de jure condendo, possano offrire soluzioni valide per ovviare ai principali problemi che l’enorme diffusione dei social network pone con intensità sempre maggiore. Si tratta di comprendere fino a che punto i rimedi esclusivamente tecnici possano risultare efficaci e se e come possa essere composta l’inevitabile tensione fra eteronormazione e self-regulation. Il rischio, infatti, è che l’efficacia di nuovi interventi normativi venga vanificata dalla rapidità con cui le innovazioni tecnologiche riconfigurano fisionomia e perimetro, globali e transnazionali, dei fenomeni oggetto di regolamentazione.

Maria Romana Allegri è ricercatrice dal 2001 di Istituzioni di diritto pubblico nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma e da anni vi insegna, come professoressa aggregata, Diritto pubblico, dell’informazione e della comunicazione.

 
Indice
Introduzione 
Definire l’oggetto di studio: incursioni nella letteratura sociologica
(Social media, social network e user-generated content; Relazioni umane, informazione e comunicazione nella network society
I social network in una prospettiva costituzionalistica
(Le social network communities come formazioni sociali ex art. 2 Cost.; Le social network communities come associazioni ex art. 18 Cost.; L’attività di social networking come riunione ex art. 17 Cost.)
La responsabilità civile degli intermediari digitali per gli illeciti commessi dagli utenti
(L’impianto normativo: la direttiva n. 2000/31/Ce e il d. lgs. n. 70/2003; La giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea: irresponsabilità dell’Isp neutrale e illegittimità degli obblighi di sorveglianza preventiva; La giurisprudenza italiana: la discussa categoria del c. d. “hosting attivo” che non beneficia dell’esenzione da responsabilità)
Il trattamento dei dati personali da parte degli intermediari digitali: vincoli e responsabilità
(L’impianto normativo; Licenze d’uso e privacy policies dei social network; Profili giurisprudenziali sul trattamento dei dati personali da parte dei provider: il caso Google c. ViviDown; Spunti dalla giurisprudenza italiana: la responsabilità di Facebook per la mancata rimozione di contenuti lesivi della privacy e della dignità personale; La responsabilità dei motori di ricerca per il trattamento dei dati personali: il caso Google Spain; Excursus: il rapporto fra libertà di cronaca e diritto all’oblio nella giurisprudenza della Corte di Cassazione)
La responsabilità “editoriale” degli intermediari digitali per i contenuti diffamatori prodotti dagli utenti
(Analogie e sinergie fra social network ed editoria tradizionale; La Corte di Giustizia dell’Unione europea nel caso Papasavvas c. O Fileleftheros; La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla responsabilità dell’editore online per i contenuti user-generated; Orientamenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione in tema di responsabilità editoriale nel caso delle pubblicazioni online)
Profili di responsabilità penale degli intermediari digitali in prospettiva de jure condendo
(Il concorso nel reato; Il reato omissivo improprio)
Strategie di contrasto alla diffusione delle manifestazioni di odio e delle notizie false tramite i social network
(Il contrasto allo hate speech: repressione penale e sistemi di autoregolamentazione; Libera manifestazione del pensiero, dovere di verità e notizie false; Le indicazioni della Commissione europea per contrastare la diffusione di contenuti illeciti in Internet)
Conclusioni
Riferimenti bibliografici.
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