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Niente più dazi nel mercato globale IT, ma a partire dal 2019

di Giuseppina Napoli Il 24 luglio scorso Stati Uniti, Cina e la maggior parte dei Paesi aderenti alla WTO (World Trade Organization) [1], hanno siglato un accordo internazionale con il quale è stato determinato di eliminare i dazi doganali su circa 200 prodotti hi-tech [2]. L’accordo rappresenta un’estensione dell’ITA (Information Technologies Agreement), ossia un accordo sulle tecnologie dell’informazione, considerato il primo e più importante accordo di liberalizzazione delle tariffe (doganali) negoziato in sede di WTO, nel 1995. L’accordo, divenuto effettivo in Italia solo nel 1997,  ha condotto alla eliminazione dei dazi all’importazione su taluni prodotti tecnologici, che nel 2013 ha raggiunto una cifra stimata in 1,6 miliardi di dollari; un importo aumentato di quasi tre volte rispetto alle previsioni alla data della firma dell’accordo nel 1995. Il Direttore generale della WTO, Roberto Azevêdo, in merito all’accordo siglato lo scorso luglio, ha dichiarato: “È un punto di riferimento, più grande del commercio globale di prodotti automobilistici o del commercio di prodotti tessili, o abbigliamento, ferro e acciaio combinati”. Altresì, ha sottolineato che, eliminando tali tariffe sugli scambi, si avrà un impatto enorme a livello economico, nel senso globale del termine, che contribuirà a stimolare la crescita del PIL mondiale, creando posti di lavoro, nonché riducendo i prezzi rivolti ai consumatori finali. E questo è proprio ciò che si aspetta il mercato. Invero, il settore dell’Information Technology è stato uno dei settori in più rapida crescita nel commercio mondiale dell’ultimo decennio. Ad oggi, il commercio di questi prodotti rappresenta circa il 10% del mercato delle esportazioni mondiali. L’ITA abbraccia, infatti, un gran numero di prodotti high-tech, tra cui in generale computer, attrezzature per le telecomunicazioni, produzione di componenti quali semiconduttori e apparecchiature di collaudo, software, strumenti scientifici, componentistica e accessori. L’ITA rappresenta, più propriamente, un meccanismo per ridurre i dazi di importazione ed esportazione. Tuttavia, per riportare quest’ultimo all’alveo essenziale, deve essere rammentato che tutti i partecipanti all’accordo in questione devono rispettare, principalmente, due drivers essenziali: (i) le tariffe devono essere ridotte ad un livello tariffario che tenda allo zero; e (ii) tutte le altre imposte e oneri devono essere vincolati al medesimo valore zero. Grazie alla circostanza in forza della quale i prodotti oggetto dell’ITA possono circolare “liberamente” attraverso i confini, senza alcun pagamento di dazi all’importazione, la tecnologia dell’industria dell’informazione è stata in grado di specializzarsi nonché di beneficiare delle economie di scala. Questo rappresenta uno dei motivi per cui si é registrato uno spiccato aumento delle reti di produzione e di fornitura globale di tali catene nel settore in questione, le quali hanno portato ad un automatico innalzamento del livello di concorrenza e quindi ad un conseguenziale miglioramento della produttività e dell’efficienza del settore. Peraltro, anche i Paesi che non hanno aderito all’ITA hanno indirettamente tratto vantaggio dalle opportunità commerciali createsi; non solo tramite l’abolizione delle tariffe in commento, ma anche per via delle grandi economie di scala e delle reti di produzione globali sviluppatesi negli ultimi anni. Tutto ciò ha consentito la commercializzazione di prodotti più accessibili, di maggiore qualità, stabilendo così nuovi mercati di servizi, che si alimentano grazie alla sempre più prosperante industria della tecnologia dell’informazione. Per comprendere quali siano i benefici di tali novità economiche, occorre guardare ai meccanismi essenziali del mercato in quanto tale. In tal senso, l’accordo sulle tecnologie dell’informazione, contribuisce notevolmente a ridurre i prezzi sui prodotti tecnologici, sia per i consumatori che per gli importatori, riducendo i costi di produzione per gli esportatori di prodotti tecnologici altamente complessi. Il beneficio, sia dei consumatori che delle imprese deriva in concreto dall’eliminazione dei dazi doganali sull’ampia gamma di prodotti descritta; l’accordo, infatti, copre ingenti emolumenti economici nel commercio mondiale, che riveste quasi il 90% del mercato mondiale dei prodotti in questione. La conseguente riduzione dei costi, sia per il settore consumer che per l’industria della fabbricazione di prodotti IT, offrirà nuovi accessi al mercato per molte delle imprese ad alta tecnologia in Europa – alcune delle quali sono leader nei loro settori – favorendo altresì l’innovazione e l’ingresso di nuovi players nel mercato in parola. Come tale, questa novità contribuirà, inoltre – o quantomeno la previsione appare essere questa – all’ulteriore sviluppo della digital economy nell’Unione Europea. Le tariffe doganali saranno eliminate, entro 3 anni dalla data effettiva di entrata in vigore dell’accordo, prevista per il 1 luglio 2016. In sostanza, a partire da tale data, inizierà un periodo di transizione di 3 anni, per permettere al mercato di adeguarsi alle nuove normative. Dunque, l’abolizione, in concreto, delle tariffe in questione, sarà effettiva, ed obbligatoria per gli operatori economici del settore, dal luglio del 2019. Insomma, in altre parole, l’obiettivo è giungere ad avere un mercato dell’IT, mondiale, che progredisca in un “ambiente tariffario zero”, o almeno tendente allo zero: il che non può immaginarsi si realizzi, completamente, prima del 2019. Note [1] L’Unione Europea (con i suoi  28 Stati membri), Albania; Australia; Canada; Colombia; Costa Rica; Guatemala; Hong Kong, Islanda; Israele; Giappone; Korea; Malesia; Mauritius; Montenegro; Nuova Zelanda; Norvegia; Filippine; Taipei; Singapore; Svizzera; Tailandia; Turchia, e come detto Sati Uniti e Cina. [2] L’elenco, quale espansione del precedente previsto per l’accordo ITA include sia prodotti di consumo che altri prodotti finiti, componentistica ed attrezzature di produzione. Esempi di prodotti finiti sono: prodotti multimediali quali GPS, lettori DVD, smart card, supporti ottici; prodotti relativi alla stampa e copia, macchine multifunzione, cartucce d’inchiostro, i prodotti di elettronica quali TV-telecamere, videogiochi e console, macchine per registrazione video, autoradio digitali, set top box; ed ancora attrezzature mediche come scanner, macchine per la risonanza magnetica, tomografia o cure dentistiche e oftalmologia, router e switch, microscopi e telescopi; ancora prodotti come altoparlanti, microfoni e cuffie, satelliti per telecomunicazioni. Esempi, invece, di parti e componentistica: parti e componenti per la produzione di beni e di semiconduttori IT, comprese le parti di TV e parti ed altre macchine incorporato nei prodotti informatici, tra cui smartphone, dispositivi ottici o medici, ivi inclusi laser, moduli LED, touch screen, interruttori, elettromagneti, apparati di amplificazione, etc. Ulteriori strumenti per la navigazione aerea e spaziale, macchinari per la produzione di beni informatici e semiconduttori, macchine utensili per la produzione di circuiti stampati o semiconduttori e altri prodotti IT, macchine di filtraggio, e loro relative componentistiche. 14 agosto 2015

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