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Home » Lettera al premier sulle pratiche commerciali illegali. Il caso della pubblicità online vietata sulle prestazioni di maternità surrogata

Lettera al premier sulle pratiche commerciali illegali. Il caso della pubblicità online vietata sulle prestazioni di maternità surrogata

  • 28 Novembre 2020
  • Redazione DIMT

Il nostro direttore scientifico, il Prof. Avv. Alberto Gambino, assieme al presidente del Forum delle associazioni familiari scrivono al Presidente del Consiglio il Prof. Avv. Giuseppe Conte per segnalare l’attuale far west online nel mercato delle pratiche commerciali lesive della dignità umana.

 

Roma, 24 novembre 2020

Gentile Presidente,

scriviamo queste righe per segnalarLe una questione molto grave: la pubblicità in Italia di aziende straniere che offrono prestazioni di ‘maternità surrogata’, di cui nel nostro Paese è vietata sia la pratica che la pubblicità, sanzionata con pene detentive (art. 12, l. 40/2004).

Ricercando con motori di ricerca su Internet termini quali ‘maternità surrogata’ o ‘utero in affitto’, i primi risultati che appaiono sono inserzioni pubblicitarie, appunto, vietate. Pratiche in merito alle quali si è espressa la Corte Costituzionale, definendo il reato di maternità surrogata una pratica “che offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane” (Sentenza n. 272/2017, relatore Giuliano Amato).

Ragionevolmente la materia attiene all’AGCom, Autorità creata per vigilare sul settore delle Comunicazioni. Con il potenziarsi del traffico comunicativo sul web, l’AGCom ha esteso il suo raggio di azione al monitoraggio della rete Internet (come di recente per pirateria e violazioni del diritto d’autore sul web, dove – con proprio regolamento – ha disciplinato la materia, desumendo tale competenza da principi e richiami normativi, pur in assenza di una norma formale di attribuzione).

Invece, nel caso della pubblicità delle pratiche di utero in affitto – ben più gravi delle violazioni online sulla proprietà intellettuale – l’Autorità ha dichiarato, con un comunicato stampa, che senza una legge espressa che le attribuisca la competenza, pur trattandosi di attività illegali che meritano “le severe sanzioni penali previste dalla legge”, non può intervenire. Di recente, è stata – stavolta espressamente – attribuita all’AGCom la competenza sul divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, pratica che – diversamente dalla maternità surrogata – è regolamentata e lecita, ma di cui è vietata la promozione. Dunque, l’AGCom interviene per bloccare le pubblicità vietate di un’attività lecita (gioco d’azzardo) e non può intervenire per bloccare le pubblicità vietate di un’attività illecita (utero in affitto)?

Se ne dovrebbero occupare le procure, che però tacciono. Anche perché non sempre possiedono gli strumenti tecnici e tecnologici idonei (l’AGCom si avvale dell’attività ispettiva sul web della polizia postale delle comunicazioni e del nucleo speciale della Guardia di Finanza).

Ci sembra paradossale che si ritenga ‘incompetente’ in materia l’Autorità che vigila sulle comunicazioni e si occupa di pubblicità di gioco d’azzardo e di copyright, come pure di comunicazioni informative sanitarie (legge n. 145/2018: fonte normativa che – senza neanche troppi sforzi interpretativi – avrebbe da sola consentito all’AGCom di ampliare la sua vigilanza rispetto alle comunicazioni sulle pratiche di utero in affitto, inquadrabili nella fattispecie delle “comunicazioni sanitarie”).

Non è ancora tardi. Prima che intervengano altre autorità (le procure in primis, forse il Giurì per l’autodisciplina pubblicitaria – che però è un organismo privatistico – o ancora l’Antitrust, sotto il profilo della violazione della concorrenza), riterremmo più corretto che fosse l’Autorità preposta a garantire i diritti nelle comunicazioni e in Internet a fare i passi previsti dalla legge. Nel frattempo, sul web restano disponibili comunicazioni pubblicitarie di reati, peraltro perpetrati a danno dei soggetti più vulnerabili della società.

Siamo a disposizione per approfondire la questione.

La salutiamo ringraziando per l’attenzione che vorrà porre a una questione che rischia di ferire in modo doloroso i diritti dei più fragili tra i nostri concittadini.

 

Gianluigi De Palo, Presidente Forum delle Associazioni Familiari
Alberto Gambino, Presidente dell’Italian Academy of the Internet Code e dell’Associazione “Scienza & Vita”

 

 

 

 

L’adesione dei parlamentari del PD:

“Famiglie: Pd, condividiamo appello, oscurare siti maternità surrogata”

 

 

 

Approfondimenti: 

  • Lettera
  • “Pubblicità online di pratiche sanitarie illegali: maternità surrogata. Editoriale del Prof. Avv. Alberto Gambino.”

 

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Redazione DIMT

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ISSN (Online Edition): 2239 -7442

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